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Archive for the ‘Politica’ Category

Caos Rai: bloccati Ballarò, Annozero e Porta a Porta per l’intero mese che precede l’elezioni regionali!

febbraio 10, 2010 3 commenti

Visto che la notizia è molto recente, battuta dall’Ansa in un agenzia intorno alle 23.15 evitiamo di dare giudizi affrettati. Le cronache riportano comunque di una decisione presa dall’organo di Commissione di Vigilanza Rai circa le norme dei contenitori politici durante il periodo pre-elettorale che risulta essere unica nel suo genere e nemmeno necessaria al rispetto della legge sulla par-condicio, tale norma, infatti, prevede la soppressione di qualsiasi programma a sfondo politico (es. Ballarò, Annozero, Porta a Porta e come sottolineato quasi 2/3 della programmazione di Rai3) che si muova secondo il giusto metodo della dialettica, per lasciare spazio alle Tribune Elettorali, mero esempio di propaganda politica sterile nelle quali difficilmente trapelano le rispettive posizioni dei Partiti. La norma è stata votata da tutti gli esponenti del Pdl (te pareva) con l’appoggio del radicale Marco Beltrandi, mentre gli esponenti del Pd abbandonavano la riunione come forma di dissenso.

La notizia è stata diffusa dallo stesso Giovanni Floris in chiusura di puntata, caustica la risposta del conduttore alla domanda dell’indignato ospite Pierferdinando Casini: ” Floris dove intende passare questo mese di vacanze?” Il conduttore : ” A casa davanti alla tv a guardare Canale5“…infatti la norma non sarà applicata a nessuna trasmissione di Mediaset.

Non mancheranno sviluppi…

Bamboccioni #1 Brunetta vs Celli: I ragazzi fuoricasa a 18 anni!

gennaio 18, 2010 6 commenti

Devo dire che Renato spesso ci regala qualche perla di saggezza, così dopo i fannulloni arrivano i bamboccioni; per i poco informati, il ministro Brunetta ha proposto l’idea di una legge che preveda per i ragazzi arrivati a 18 anni, l’abbandono del proprio tetto famigliare per poter iniziare ad incamminarsi in maniera autonoma nella società.

Non scherzo! Ha proprio detto 18 anni, più o meno durante il quarto anno di scuola superiore noi tutti dovremmo far fagotto e andare a vivere lontani da casa; dove poi, sotto un ponte o in un campo rom? Questo dovrebbe dircelo lui, tutto questo ovviamente dovendo abbandonare gli studi, perché studiare ormai è una spesa non poco onerosa e quindi tutti a lavoro, magari qualche lavoro in cui se riescono a sfruttarti è meglio perché se ad un laureato lo pagano poche centinaia di euro al mese, figuriamoci per un ragazzo nemmeno diplomato. Io direi di non prolungare la polemica, forse che il Ministro Brunetta ancora una volta ha perso l’occasione per rimanere in silenzio

In un altro stato dove un ragazzo potesse vivere in maniera autonoma già dai 18 anni, io stesso non stenterei ad andare a vivere da solo, ma purtroppo l’Italia non è un Paese per giovani come spesso si dice.

E così salta subito alla mente la famosa lettera che qualche settimana fa ha fatto molto scalpore, mi riferisco alla lettera di Pierluigi Celli dalle colonne de La Repubblica, nella quale il rettore della Luiss si augurava che il figlio dopo la laurea trovasse il coraggio per lasciare il Bel Paese per le terre straniere a suo dire più fortunate.
I commenti sono stati tanti è piuttosto divisi, qualcuno ha detto che è la cosa migliore scegliere di andar via; molti altri ragazzi hanno invece risposto con la necessità di restare per cercare di cambiare le cose, oppure dopo esperienze estere, hanno testimoniato una non vivida differenza tra il nostro Paese e un qualsiasi altro.

E voi cosa ne pensate…l’Italia è un paese per giovani?

Terremoto su Annozero: Santoro non ci sarà più a Settembre!

aprile 14, 2009 Lascia un commento

UPDATE: Marano, direttore di Rai2, ha fatto sapere tramite un agenzia, che la rete ha già reclutato il giornalista per altre 14 puntate da Settembre 2009! 

michele-santoroPare che ormai il programma di Santoro sia alla frutta, la trasmissione Anno Zero è stata colpita nuovamente dal ciclone mediatico-politico tanto da mettere a repentaglio il su stesso futuro. La puntata di Giovedì scorso, quella relativa al terremoto in Aquila e dintorni non è piaciuta a nessuno, ne a destra e ne a sinistra, con tanta di predica dal pulpito romano, se non bastasse.

Oltre alle posizioni più intransigenti, come quella di Gasparri che è una delle tipiche “persone” che ogni tanto sente la necessità di dar aria alla bocca, è stata fortemente messa in discussione la scelta di Michele Santoro di incentrare la puntata sul si può fare di più, affermando più volte l’inadeguatezza dei soccorsi in corrispondenza della devastante strage. Molti si nascondono dietro il velo del ma Santoro lo conosciamo com’è, come se bastasse ciò a metter rimedio a una scelta editoriale che cade sempre più nel ridicolo, massacrandosi la coda!

Scrive un ragazzo che ha sempre parteggiato per questa trasmissione che promuoveva, in corrispondenza con Ballarò, un’analisi lucida della nostra situazione politica e civile, ancor più interessante del programma di Floris per l’attenzione data al clima sociale. Ma da quando è tornato Berlusconi al governo, i toni sono diventati astiosi e faziosi (questo è il solito Santoro), ma poi sono diventati troppo astiosi e troppo faziosi, perdendo di vista ogni fine informativo ma divenendo vera e propria opposizione al governo. Mi sta bene un’opposizione al lodo Alfano, alle caste, alle abitazioni abusive -le catapecchie degli immigrati ma le ville extralusso-, ma tutto ciò si è tramutato in un attacco diretto a Silvio Berlusconi e al governo, un attacco anche senza senso in alcuni casi.

Nella stessa modalità la scorsa puntata:

crollo -> soccorsi + Berlusconi = scarsa efficenza dei soccorsi

una equazione che ha smesso di funzionare davanti all’abnegazione di volontari, rispetto a una situazione disastrosa che avrà gettato nel caos qualsiasi progetto o qualsiasi certezza, ogni cosa è perfettibile ma di fronte ad una immane tragedia con 300 morti strizzare l’occhio a quello che si sarebbe potuto fare nel panico generale mi sembra molto meschino!
Floris ha preferito soffermarsi sulle responsabilità riguardanti la costruzione di alcuni edifici di recente collaudo e sull’azione del governo nei prossimi giorni, penso che questi siano gli unici veri interessi circa la vicenda!

Il riformista parla di un abbandono preventivo di Michele Santoro per iniziare nuovi progetti che vedono la realizzazione di docu-fiction a sfondo sociale. Che sia questo il declino di un bravo giornalista che arso dall’astio si sta autodistruggendo!

Travaglio ci presenta i 18 salvatori di Alitalia. Da Annozero.

settembre 26, 2008 Lascia un commento

Stavamo al volger di Marzo quando Berlusconi ancora all’opposizione e in piena campagna elettorale aveva affermato che Alitalia sarebbe restata italiana, modificando la campagna e ridestando delle speranze circa la fine degli aerei dalla coda con il tricolore.

Sono passate l’elezioni che lo hanno visto vincitore e di questa fantomatica cordata italiana non si era saputo più nulla, solo quando però il problema Alitalia non poteva più sottaciuto, è esploso  portando con se anche il suo stuolo di salvatori italiani, la tanto celebrata CAI.

A un prezzo irisorio rispetto alla proposta avanzata da Air France inizialmente, ai tempi del governo Prodi; ieri pomeriggio è stato sugellato l’accordo e la Cai, sotto la quale si nasconmdo i 18 Salvatori, è divenuta la nuova padrona di Alitalia con buona pace di Air France che ha potuto avere solo un ruolo minoritario, mentre giungevano altre proposte d’acquisto da tutta l’Europa, ma tutte respinte…

PERCHE’ ALITALIA DEVE RIMANERE ITALIANA…E perché?

A me sarebbe bastato che fosse stata scelta l’offerta più redditizia e anche che garantisse il maggior numero di reinserimenti del personale in pari o nuove mansioni…però così non è stato, molto probabilmente questo non è bastato. C’erano altre motivazioni, e qui c’è qualcuno pronte a spiegarcele…

INTERVENTO di MARCO TRAVAGLIO a ANNOZERO su I 18 PATRIOTI CHE HANNO SALVATO ALITALIA!

Cosa ne pensate? Se avete ancora la forza di scrivere lasciate un commento, io ormai non ne posso più di come vanno le cose!!!

@Mentana.Bravo Fini: ora in Italia anche la Destra è Antifascista.

settembre 20, 2008 Lascia un commento

La scelta del leader di AN è chiara, fin dal congresso di Fiuggi del ‘95. Ecco i meriti di questa lunga marcia

CARO MENTANA,
finalmente qualcuno che in An ha ancora la testa a posto. Ci voleva Fini a ricordare che l’antifascismo dev’essere un valore per tutti, a sinistra ma anche a destra.
Monica RossoniSono un militante di destra e francamente non capisco Fini. Come fa a rinnegare così le sue e le nostre radici?
Luca66

Fini ha ultimato la sua lunga marcia con le dichiarazioni di sabato 13 settembre. Ma chi lo segue dal congresso di Fiuggi del 1995 sa quanto difficile e meritorio sia stato questo suo processo di progressiva sintonizzazione con l’idea comune di libertà e di democrazia.
Ci ha portato gradualmente il suo partito, perdendo pezzi e affrontando critiche e esami non sempre disinteressati e sereni. Tanti a dire che non bastava, che non era sincero, che lo faceva per poter essere accettato come uomo di governo. Perché qualche dubbio poteva legittimamente esserci, soprattutto perché a tanti, non solo a sinistra, faceva comodo che un Fini, e un partito di peso come An, restassero almeno in parte sotto ipoteca.
Ma, siccome da ormai più di un decennio leader e partito sono sotto gli occhi di tutti, e Fini ha assunto ruoli di primo piano, vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri, costituente europeo, e ora presidente della Camera, si capisce sempre meno il senso di questi esami, e spesso anche la competenza degli esaminatori a svolgerli. Tant’è che personalmente ho smesso da tempo di appassionarmi a dispute come quelle occasionate dalle parole recenti di Alemanno e La Russa, visto che la scena è sempre la stessa: esponenti più o meno autorevoli della destra pronunciano frasi non perentoriamente antifasciste; da più parti si levano reazioni indignate; i giornali contattano anziani capi partigiani ed esponenti delle comunità ebraiche per ristabilire la verità storica; gli esponenti sotto critica spiegano che non volevano certo mettere in discussione le basi della nostra democrazia; dalla destra estrema qualcuno li accusa di svendere il patrimonio storico del fascismo; sipario che si chiude con la messa a punto di Fini o con la citazione delle sue svolte sul tema… Leggi tutto…

Obama o McCain? Risponde Enrico Mentana!

settembre 12, 2008 Lascia un commento

Quest’oggi diamo inizio a un nuovo spazio sull’attualità con uno dei maggiori giornalisti italiani, cioé Enrico Mentana che settimanalmente risponde alle domande dei lettori di Vanity Fair. Quindi, da questa settimana la posta ad Enrico Mentana avrà come indirizzo SecondsidE.

Il favorito non è Obama (vedi alla voce Prodi e Berlusconi)

Dietro l’entusiasmo italiano per Barack, il sogno di un cambiamento che non sappiamo mettere in atto

 CARO MENTANAmi era piaciuta la candidatura di Mc- Cain, un cane sciolto, lontano dagli errori di Bush e, mi sembrava, un moderato. Ma la vice mi lascia perplesso. Riusciranno a vincere? E se devono essere un’amministrazione guerrafondaia, non sarà meglio Obama?
Gianluigi, provincia di Bologna

Prendo spunto da questa e da tante altre lettere sulle elezioni americane per notare come il nostro angolo visuale, nostro di italiani ed europei, sia spesso fuorviante. Lo fu quando davamo per scontata l’elezione di Gore dopo Clinton, e quando Kerry veniva indicato come «l’uomo giusto» per battere Bush, il cattivo che aveva fatto la guerra in Iraq. Il fatto è che gli editorialisti e i tifosi europei e soprattutto italiani sognano invariabilmente un capo della Casa Bianca fatto a nostro gusto, o per meglio dire tale da impersonare i connotati del modello statunitense che piace a noi, per valori, stili di vita e adesione all’American Dream.
Sta succedendo la stessa cosa con Obama, giovane aitante e nero, kennediano e outsider. Così per noi in America dovrebbe stravincere lui, mentre per noi stessi, chissà perché, abbiamo scelto Berlusconi e prima Prodi, né l’uno né l’altro minimamente accostabili al candidato democratico. Sogniamo per loro il cambiamento che non vogliamo, o non siamo in grado di fare noi. È quella che potremmo definire la «sindrome Woody Allen »: adoriamo i suoi film molto più del pubblico americano, e ci chiediamo come mai invece negli Usa sia molto meno considerato; poi però anche noi preferiamo i cinepanettoni. Per noi del resto l’America è la New York di Manhattan, la Boston dei Kennedy e di Harvard, la Chicago di Obama, la San Francisco delle libertà sessuali e la Hollywood degli attori ultrademocratici. È Spielberg e vere che Sarah Palin ha voluto far nascere quella creatura per ragioni di immagine, per ottenere la candidatura. Sia chiaro: tutte queste distorsioni della campagna americana «vista da lontano» non spostano un solo voto. Negli Usa non si curano dei nostri giudizi. Ve li segnalo solo perché tra poco comincerà il «contrordine», e un po’ tutti saranno costretti a dire che, sì, Obama è fortis- Bill Gates, Washington Post e – ovviamente Vanity Fair.Gli americani conoscono bene questo nostro difetto, questo wishful thinking (direbbero loro), questa pia illusione che scambia le previsioni con le speranze, le élites con l’opinione pubblica. Bastava leggere le entusiastiche cronache dei giornali sulla convention democratica…

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La ricetta giusta per migliorare la razza.

agosto 21, 2008 Lascia un commento

La questione che ha accesso il governo, la Chiesa e la testata “Famiglia Cristiana” è solo l’ultimo sintomo di ciò che si sta palesando sempre più in Italia: il farsi avanti di una fazione “popolare” (con l’accezione più negativa che il termine possa avere) con idee fortemente integraliste, che si possa chiamare neo-fascismo oppure modernizzato, lascio scegliere a voi come; difatti termini come “razza” e “normalità”, sembrano sempre più sdoganati, in modo preoccupante.

Sveglia, non proprio a prima mattina, spesso mi capita di seguire le battute iniziali di “Cominciamo bene estate” ( lo so forse è un po’ da vecchi ma…). Oggi si parla di matrimoni misti; credo sinceramente che spesso l’amore non sia li ad ardere tra un anziano signore e una giovane badante, ma non generalizzo (l’assurdo non è sempre impossibile), quindi è ovvio che molto sia mosso dagli interessi e poco altro dai sentimenti. Ma come si possono decifrare i sentimenti di noi uomini? Di italiani furbi c’è ne sono ( basti pensare a tutti gli evasori), come ci saranno furbi albanesi, rumeni e di tutti i paesi del mondo, ma questa voglia di generalizzare mi irrita, come se tutti gli Italiani fossero portatori sani di illegalità, mentre il resto del mondo (in particolar modo Est-Europa, Balcani e Africa) fossero vasi di Pandora, fucine di tutti i mali.

Noi, qui in Italia abbiamo leggi, costumi e tradizioni che è  giusto che siano preservati, senza dimenticare però il rispetto per chi crede diversamente da noi, è giusto che l’immigrazione sia controllatta e possibilmente arginata come fenomeno, ma tutto nel rispetto dei diritti e doveri verso la dignità dell’uomo che esula da quasiasi vincolo nazionale, perché riconosciuti universalmente.

Gli attacchi ai campi rom, un intera campagna politica attivata contro il rumeno=delinquente stanno ad indicare che qualcosa non va, oggi poi si è toccatto il fondo, nella trasmissione di Mirabella: il sindaco di Caravaggio ha concluso dopo aver vietato granparte delle unioni miste, “La nostra non è  una forma di razzismo, anzi noi saremmo anche contenti per le unioni miste perché ne migliorerebbero la razza“… commenti ulteriori non ci sono…del resto perché no, potremmo avere qualche chance in più alle olimpiadi 2012 con qualche goccia di sangue africano nel DNA italiano, (vedrai che salti, vedrai che corse), non è vero sig. Giuseppe Prevedini.