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Archive for the ‘Media’ Category

Il più grande Italiano: stasera su Rai2 la sfida tra illustri ha inizio!

gennaio 20, 2010 2 commenti

Il nuovo format di Rai2, Il più grande italiano di tutti i tempi, parte questa sera alle 21.10 circa cercando quel riscontro ottenuto oltralpe in quel dei cugini francesi, inutile cominciare a parlare di successo o flop perché è giusto aspettare i dati freschi di domani mattina però alla conduzione ritroviamo un volto ormai noto di Rai2, Francesco Facchinetti e una starlette del grande schermo come Martina Stella, nei cinema adesso con il film Nine.

Per i profani televisivi, il programma si propone di scoprire mediante televoto colui o colei che meglio ha rappresentato lo stivale nella storia, passando dal sacro come S.Rita, al profano della Pausini e di Fiorello, dalla scienza di Galilei alla scrittura di Dante, Pirandello, Carducci e Pascoli alle tele di Giotto, Caravaggio e Leonardo da Vinci, e poi lo sport di Coppi, il cinema della Magnani…insomma un potpurri di genialità italiana senza tempo.

Ma quello che più stupisce di questo programma è il forte battage mediatico ottenuto, non solo con i soliti spot televisivi, ma se ne parla in rete, nelle radio, sui giornali, in particolar modo si dibatte circa la forte presenza di Laura Pausini che sta sbaragliando la concorrenza in rete raggiungendo il 37% circa dei consensi nel sondaggio lanciato sul sito del programma.
Una bagarre che non si è persa una delle voci più frastornanti dei media contemporanei, quella di Vittorio Sgarbi, ospiti della prima puntata, che ha sentenziato così  “Non si può confondere Leonardo con la Pausini. Bisognerebbe eliminare il televoto, o farlo in modo selezionato, o dividere i finalisti in categorie, sul modello dei premi Nobel: Scienza, Letteratura, Musica antica e moderna, Arte e Società. Cercherò di convincere i colleghi per impedire che la popolarità prevalga sul merito”.

Praticamente, Sgarbi ha già disotterrato l’ascia di guerra, ma si sa quando Sgarbi parla di arte, qualcosa di positivo se ne trae sempre rispetto alle sue incursioni pomeridiane. Altra trovata per pubblicizzare il programma, è stato un invito mezzo stampa a Fiorello nello Studio 3 di Cinecittà in Roma, guarda caso lo studio dal quale si terrà la diretta stasera, una trovata alquanto inusuale.

In attesa dell’inizio di questa avventura correte tutti sul sito e votate il vostro preferito, perché il gioco prevede l’eliminazione degli ultimi 5 nella classifica on-line, inoltre sul sito c’è anche la possibilità di offrire nuove candidature.

Qual’è il vostro migliore Italiano di Tutti i TeMpi???

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E voi vorreste vivere come Eluana? Daria Bignardi #1

luglio 16, 2008 3 commenti

Con questo post, do inizio a un nuovo percorso di SecondSide, un appuntamento settimanale con l’opinione di Daria Bignardi dalle pagine di Vanity Fair con la rubrica barbarica e poi un intervista dalle Invasioni Barbariche, in attesa della nuova stagione.

Questa settimana, propongo l’intervista ad Erri De Luca, famoso scrittore e persona veramente eccezionale…(buona visione)!

Vodpod videos no longer available. L’articolo di questa settimana porta a interrogarsi sulla vicenda di Eluana Englaro, su un tema come quello del testamento biologico e sul rapporto politica-giustizia.

E voi vorreste «vivere» come Eluana?

Quando la decisione di porre fine a una vita (e di dare così dignità alla morte) diventa umana

Che bel sorriso aveva Eluana Englaro prima di finire in coma per un incidente stradale, sedici anni fa. Che bello sguardo fiero e vivace. La famiglia e gli amici dicono fosse una ragazza impossibile da convincere a fare qualcosa che non voleva. Che aveva un carattere fortissimo, libero e indomabile: una bomba di vent’anni. Una bomba che un incidente ha disinnescato.
Dal 18 gennaio 1992 Eluana non ha più alcuna attività cerebrale: respira ma non pensa, non vede, non prova emozioni. Il suo corpo non muore perché viene nutrito e idratato attraverso un sondino, ma il suo cervello non funziona più. È come la bella addormentata nel bosco, solo che nessun bacio d’amore potrà mai svegliarla.
La sentenza dei giudici, che dopo sette gradi di giudizio hanno finalmente accolto la richiesta del padre che da dieci anni chiedeva di lasciarla morire con dignità, ha tenuto conto di quello che Eluana aveva detto a proposito di un amico in coma e dello sciatore Leonardo David, nelle stesse condizioni. Che si augurava morissero al più presto, e che non avrebbe mai voluto vivere così.
Voi vorreste?

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Anime e speranze: questo portano gli stranieri.

maggio 22, 2008 1 commento
mercoledì, 21 maggio 2008

Anime e speranze: questo portano gli stranieri

Anche il radicalismo xenofobo si ferma davanti alle badanti. E il senso di colpa non c’entra

Un mio antico amico di Alessandria d’Egitto, malato di diabete, fascinoso avventuriero, vent’anni fa prevedeva per sé una vecchiaia in sedia a rotelle, spinto da una silenziosa ragazza somala, come un personaggio di Corto Maltese. Si chiamava Paolo Tilche, è morto prima di diventare vecchio, ma quell’immagine mi torna in mente ogni volta che incontro, e accade spesso, una ragazza o un ragazzo straniero che accompagnano una persona molto anziana. La loro è un’immagine bellissima. A volte sono seduti su una panchina del parco, altre volte al tavolino di un bar, più spesso stanno facendo pochi passi appena fuori dal portone di casa. Parlano. L’anziano è molto affaticato. Il giovane paziente e rispettoso. Camminano molto piano.
Michele Serra domenica scorsa su Repubblica proponeva di costruire un «monumento alla badante», e suggeriva: «Pensiamolo bello potente, bello retorico, una ragazza china su un vecchio e sulla sua solitudine, qualcosa che possa far esitare anche il naziskin pronto a violarla con la sua tanica nera, anche il politico offuscato che stia per firmare un ordine di rimpatrio».
Anche questo linguaggio non è privo di retorica, ma a me la retorica piace. Con mia madre scherzavamo su quando lei avrebbe avuto bisogno di una badante, io la prendevo in giro e le dicevo che il momento stava per arrivare e lei fingeva di arrabbiarsi. Poi ha deciso, come sempre, di andarsene prima di dovermi dare ragione.
L’immagine della persona anziana insieme allo straniero è commovente per tanti motivi, il meno importante dei quali deve essere il fatto che la persona che sta aiutando l’anziano non siamo noi.
È commovente perché entrano in contatto due culture antiche, spesso più vicine di quanto non s’immagini. L’anziano è saggio e anche lo straniero lo è: la condizione di persona lontana dal suo Paese e dalla famiglia lo porta a dare più importanza di quanto facciamo noi a ciò che veramente conta. L’anziano è fragile e lo è lo straniero, che ha pochi mezzi e tutele. Hanno tanto da raccontarsi: spesso entrambi hanno famiglie lontane e vite avventurose (ogni anziana vita lo è) da raccontarsi.
Giustamente Serra riflette sul fatto che «lo scorcio d’epoca lo ha fatto diventare (il badante)… il simbolo buono della nuova marea migrante, e per ciò stesso il solo, solido argomento che fa esitare il radicalismo xenofobo, che costringe a ragionare gli impauriti, che aiuta a mitigare i provvedimenti più drastici». Ha ragione, e ben venga questo simbolo se serve a ricordarci quanto abbiamo bisogno degli stranieri, ma non solo come badanti, colf, baby-sitter, operai, contadini, addetti alle pulizie e fattorini. Abbiamo bisogno delle loro anime fresche e delle loro speranze.
Non deve essere il senso di colpa per quello che non abbiamo più tempo e voglia di fare a farci rispettare gli stranieri che vivono tra noi. Non torneremo a fare le pulizie di casa o andare a prendere i bambini a scuola se abbiamo un lavoro che preferiamo o dobbiamo fare. Le cose cambiano. E l’arrivo di persone di razze diverse dalla nostra potrebbe essere un cambiamento molto interessante, se solo lo sapessimo gestire.

di Daria Bignardi, tratto da bignardi.style.it

Paolo Bonolis per Sanremo 2009…ed è solo una delle novità della Nuova Rai!

maggio 20, 2008 Lascia un commento

Si sentiva nell’aria che qualcosa in casa Rai stesse cambiando con l’arrivo sperato di Paolo Bonolis almeno per Sanremo; la polemica che ha incendiato la redazione del Tg3 con lo slittamento di Primo piano e con le ventate di novità in casa Marano (Rai2).

Ariivano le conferme e le smentite da casa rai, riassunte per l’occasione in questo articolo del Corriere della Sera.

Comunque tra le più importanti.

Rai1:

  • Sanremo a Bonolis,
  • Caterina Balivo e Michele Cucuzza lasciano rispettivamente Festa Italiana e La vita in diretta. (voci dicono che al posto di Cucuzza subentrerà Massimo Giletti),
  • Nuovo Talk politico al mercoledì sera alle 21.10 firmato dal Tg1 (non dovrebbe essere Vespa),
  • Abolizione di Affari Tuoi o comunque pensato in nuova forma (senza Flavio Insinna, sicuramente);
  • Nuova trasmissione di cultura e società al venerdì e sabato sera in seconda serata in stile Renzo Arbore;

Rai2: 

  • Più cartoni per i piccoli,
  • Eliminazione del dominio di Guardi nella fascia 11.00-13.00,
  • Chiude L’Italia sul due,
  • Scalo 76 arriva invece con un appuntamento quotidiano,
  • Ricomincio da Qui ridimensionato per Alda D’Eusanio,
  • La storia siamo noi riconfermato in seconda serata,
  • nuovo programma per gli under30 al martedì
  • Palcoscenico, con prevalenza di monologhi al Venerdì
  • Ritorneranno L’Isola dei Famosi con Simona Ventura e molto probabilmente anche X-Factor con la seconda edizione.
  • Serata medical (E.R. + Private practice) in via di definizione.

Rai3:

  • Morning local news,
  • Parla con me, dal martedì al venerdì nella fascia 23.15-00.00

Il nuovo Silvio Berlusconi convince anche Celentano!

maggio 19, 2008 1 commento

Era da un po’ di tempo che i toni al parlamento non fossero così distesi. Dopo una campagna elettorale soft, ci toccherà anche un governo ultra soft?

Pare proprio di sì visto che il caro Silvio Berlusconi dal suo insediamento non ha sparato nemmeno una “cazzata”. Molti si chiedono se in realtà non sia cambiato qualcosa nel piccolo grande uomo politico. Difatti i tempi per fare il giullare di corte sono finiti visto l’orizzonte poco rassicurante e mentre a levante si alza il nuovo sole (un nuovo governo) i ben pensanti iniziano a credere che in realtà, si! E’ cambiato qualcosa. Al dilà di chi ha vinto o chi ha perso, io mi sono augurato che comunque tutti si attivino correttamente.

L’idea di questa metamorfosi berlusconiana ha effetti veramente devastanti se riesce persino a convincere l’acerrimo nemico Adriano Celentano, re degli epurati e il primo a far risuonare la parola mi “dissocio” nei cunicoli della Rai. Se anche Celentano inizia a crederci, inizio ad essere più tranquillo….Dai Silvio, se questo è il tuo ultimo mandato non ci deludere fai dell’Italia una grande Italia e ti ricorderemo nei secoli dei secoli…Caro Walter non ti preocupare per te c’è ancora tempo.

Questa la lettera:

La lettera «Berlusconi ha scelto i toni giusti. Merito anche di Veltroni»

Celentano: Silvio è cambiato, io ci credo

 

Caro direttore, se non è un bluff, come sospetta Di Pietro, forse Silvio ci sta dimostrando che l’ uomo quando vuole sa anche cambiare. E non è poco, se si pensa che la storia si regge sugli errori precedenti e addirittura, sui crimini precedenti. Quasi come se l’ uomo, specialmente quello stupiens del futuro, non potesse fare a meno di uccidere. * * * L’ intervento L’ artista e i giudizi sul discorso d’ insediamento del presidente del Consiglio Celentano: Silvio è cambiato, io ci credo «In Parlamento ha scelto i toni giusti. Ma il merito è anche di Veltroni, lui il primo a rispettare il suo rivale» Non potesse fare a meno di stuprare, avvelenare l’ aria che respiriamo, rubare i bambini o venderli già da quando sei incinta. Insomma a quanto pare le cose non sono cambiate da quando Caino uccise suo fratello. Ma il discorso e i toni di Silvio in Parlamento mi sono piaciuti. Direi che aveva anche un certo fascino da grande attore. Certo è presto per dirlo, ma il buongiorno a volte si vede dal mattino. E il merito forse sarà anche un po’ di Veltroni, che già in campagna elettorale aveva iniziato questo tipo di politica all’ insegna del rispetto per l’ avversario, pur combattendolo. Ricordo quando Berlusconi pubblicamente strappò il programma del Partito democratico. Per tutta risposta Veltroni, nonostante la delusione che si leggeva nei suoi occhi per l’ affronto subìto, esordì con una frase che oserei dire storica per quanto era spiazzante: «Noi invece il suo programma lo leggiamo», disse il Weltro inconsapevole di quale peso fosse portatore quella sua frase, che come una pietra tombale sembrava sentenziare la fine degli insulti. E il Parlamento, almeno nel primo giorno, ne ha dato una prova. Era bello vedere il nuovo modo di Berlusconi e il silenzio attento di una sinistra pronta a captare ogni minima innovazione da qualunque parte provenisse. A partire dal suo leader che ascoltava a testa bassa vicino a un Franceschini assorto e riflessivo e, il bel gesto di Anna Finocchiaro nel riconoscere al «nano» un altezza fino ad allora sconosciuta. Una stretta di mano schietta e sincera, nella quale, fra i complimenti, erano compresi anche quelli che lo mettevano in guardia per la grossa responsabilità che gli hanno dato gli italiani. Tutto, insomma, sembrava a posto come in un copione perfetto dove ognuno aveva la sua parte: il buono che apriva al dialogo e la geniale impennata del cattivo Di Pietro che insinuava il sospetto di una trappola in cui «l’ Italia dei valori non ci sta». Naturalmente subito seguita da un mormorio di dissenso, che persino quello è apparso diverso e innovativo. Come innovativo e in splendida forma direi, è apparso il coraggioso Casini, per la sua imperterrita coerenza, quando in modo pacato e simpatico ha replicato alla piccola gaffe di un Fini, colto in atteggiamento tenero ed entusiasta come quello di un bambino al suo primo giorno di scuola, ma soprattutto di fronte alla nuova playstation. Quella del Parlamento, che può essere la più veloce di tutte o la più lenta, a seconda da chi la guida. E Fini, del quale invidio la sua simpatica dialettica, non ho dubbi che la guiderà nel migliore dei modi. Accidenti! Mentre scrivo vedo che c’ è un disturbo alla Rai, forse è l’ antenna, che fastidio, se c’ è una cosa che dovrebbe essere libera da ogni disturbo è proprio la Rai… perché ti deconcentra… non mi ricordo più cosa stavo scrivendo ah si, dicevo che le cose stanno camb… ah ma il difetto è solo su Raitre, infatti vedo una scritta a tutto schermo che dice: CANCELLATO, mentre sul Corriere di oggi leggo che non è stato cancellato il disturbo, ma è stato cancellato invece un programma di informazione importante come Primo piano da sempre attribuito alla testata diretta da Antonio Di Bella. «Questo è ciò che ha deciso il Consiglio Rai alla fine del suo mandato». Ma questi qua, alla fine del loro mandato non potevano sfogare la loro stoltaggine in altro modo anziché concentrarsi sul come nascondere la verità alla gente?… La grandezza di questa colossale cazzata sta nel fatto di avere preso una decisione così ISTERICA e imbecille proprio alla fine del loro mandato. Un gesto di una tale idiozia che non può non configurarsi in una vera e propria pugnalata alla schiena di Berlusconi, per farci credere che lui non è cambiato. Ma io insisto e il mio sesto senso mi dice, anche se il mattino è cominciato da poche ore, che lui invece è cambiato. Insomma gli uomini cambiano, pare. C’ è chi di fronte a un successo diventa umile e saggio e chi invece non riesce a trattenere quella dose di ipocrisia e anche di arroganza come ad esempio La Russa, per il quale ho sempre nutrito una certa simpatia, ma fortemente in ribasso da quando l’ altra sera a Porta a Porta, in virtù della sua nuova investitura come ministro della Difesa si atteggiava, con due centimetri di cerone mai messo prima, a spargere parole di insegnamento a Casini, che di tutto aveva bisogno tranne che dei suoi appunti. Ecco un esempio tipico di come il successo ti può confondere: prima della nomina sei simpatico perché parli come ti viene, senza controllare le espressioni in quanto essendo spontaneo sono tutte giuste. Poi improvvisamente diventi ministro della Difesa, ti metti due dita di cerone, vai a Porta a Porta con la faccia di cera e dici a Casini che ha sbagliato a correre da solo mentre invece ha avuto il coraggio di fare ciò che pochi politici sono all’ altezza di fare, prova ne è che i suoi elettori l’ hanno ampiamente premiato. Insomma La Russa, tu devi subito rimediare prima che sia tardi. Non devi più metterti il cerone altrimenti perdi quelle caratteristiche che fanno di te il personaggio che sei e non un manichino della Difesa. Devi farlo subito altrimenti Fiorello non ti imita più e sarebbe un disastro non solo per te, ma anche per lui…

Celentano Adriano

La guerra al Rom è appena incominciata!

maggio 13, 2008 1 commento

Nessuno può affermare che il ruolo dei media nel creare e pilotare l’opinione pubblica sia imperante. Prima ci hanno fatto credere che le madri italiane sono tutte delle assassine, poi hanno fatto credere che la rivolta dei monaci in Birmania fosse soltanto un contenzioso all’uscita da una discoteca e hanno sottaciuto tante altre verità, mentre sappiamo persino la biancheria intima che usava portare Chiara Poggi oppure Meredith, per non parlare del piccolo Samuele che non riesce ancora a trovar pace. Quindi clamori, luoghi comuni, faide e linciaggi sono il prodotto di un accanimemento mediatico da parte dei media che sull’onda dello stupore macinano contatti e soldi.

Ultimamente ci fanno credere che tutti gli immigrati dell’est (rumeni  in primis) e i rom sono il nuovo problema da debellare nelle nostre città e nel meccanismo contorto che è l’animo umano tali informazioni diventano incitazioni a fare incetta di stranieri: la caccia al rom.

Voglio, prima di continuare, dire che io ritengo il problema dell’immigrazione, un problema che stando alla condizione attuale del Paese l’Italia non può permettersi in termini di accoglienza socio-economica e che quindi tale fenomeno debba essere arginato; ma da qui a dire che tutti i rom sono dei deliquenti, espressioni del male ne passa.

L’ultimo caso, quello della ragazza accusata di aver tentato il rapimento di una bambina ha influito negativamente su una condizione già molto precaria e i risultati non si sono fatti attendere, infatti, a Napoli sono partite una serie di iniziative di vendetta…”La guerra al rom è appena cominciata e si contano già un accoltellato, un po’ di ceffoni dati al disgraziato (romeno) di passaggio, un motocarro bruciato e un paio di tentativi di assalto ad altrettante baracche. Nel rione Ponticelli è rivolta, un crescendo di tensione e caccia all’uomo che non promette niente di buono e che va tutto in una direzione: contro i sei campi nomadi tirati su fra spazzatura e traffico, sotto il raccordo dell’autostrada o dietro un rudere industriale.” …questo lo scenario partenopeo, ormai stanco, vorrei richiamare al buon senso dei cittadini e dei media che spesso dimenticano il loro grosso potere!