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Archive for the ‘Letture’ Category

Melissa P. è di nuovo scalpore con le Gioie del Sesso a TRE

ottobre 15, 2010 1 commento

Diciamoci la verità, parlare di sesso è ancora molto ardita come scelta in Italia, dove si respira ancora l’aria puritana del Cattolicesimo, seppure la realtà nascosta che emerge sui giornali ci parla di escort, club per scambisti e trans nei monolocali romani.

Quando si parla di Sesso e Letteratura subito si pensa a Melissa P. specialmente se a leggerne sono la generazione dei novanta, Melissa, ora ospite fissa di Victor Victoria su La7, dopo averci raccontato attraverso un’autobiografia verosimile la scoperta della sessualità con Cento Colpi di Spazzola prima di andare a letto che ha vendutto ben tre mila copie, dopo L’odore del Tuo respiro e in Nome dell’amore, torna con Tre, pronta sdoganare un altro tabù…l’amore a Tre!
Cosi lo raccontano sul sito della Feltrinelli, aspettando i vostri pareri…

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Diario di scuola_Daniel Pennac. Pagine d’Autore

dicembre 8, 2008 4 commenti

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Se uno così si uccide noi come faremo? Daria Bignardi #9

settembre 17, 2008 2 commenti

Ritorna l’appuntamento con la Rubrica barbarica, questa settimana Daria Bignardi scrive un’accorata riflessione sulla scomparsa dello scrittore David Foster Wallace, suicidatosi la scorsa settimana.
Per rimanere nel clima di grandi nomi contemporanei, l’intervista a un grande regista contemporaneo, Julian Schanabel, che con il suo ultimo film ” Lo scafandro e la farfalla” è riuscito ad offrire dei nuovi punti di riflessione sulla tematica della malattia e che ha fatto vincere a Schanabel il premio di miglior regista lo scorso anno a Cannes (2007).

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mercoledì, 17 settembre 2008

Se uno così si uccide noi come faremo?

Dopo il suicidio di David Foster Wallace, ci resta una domanda. Senza risposta

Quando domenica pomeriggio ho saputo che David Foster Wallace era stato trovato impiccato a casa sua, in California, mi sono sentita come se fosse morto il più brillante dei  miei amici, il più lucido, geniale, il più simpatico, bravo, spiritoso, il più talentuoso e divertente: quello dal quale mai e poi mai avrei potuto aspettarmi niente del genere. Mi sono sentita persa. Ho telefonato al mio compagno di banco del liceo che il giorno prima avevo rivisto a Ferrara: avevamo parlato dei film di Venezia, dei nostri vecchi compagni che non vediamo da trent’anni, del diario di Jacovitti del 1976 con sopra scritte le canzoni di De Gregori e De André.
Non era un caso se io e Bobo eravamo stati così amici: avevamo gli stessi gusti, anche se lui era molto più raffinato di me, che sul diario ricopiavo anche qualche canzone di Cocciante mentre lui già ascoltava i Pink Floyd e Peter Hammill. Non avevamo parlato di libri, ma quando ho letto su Internet di Wallace l’ho chiamato subito, senza sapere se avesse mai letto qualcosa di suo: mi ha risposto sconvolto che aveva saputo e che non riusciva a pensare ad altro. Che dopo aver finito di leggere Infinite Jest, il capolavoro di 1.400 pagine di David Foster Wallace, si era sentito perso perché avrebbe voluto non finisse mai. Io avevo pensato la stessa cosa leggendo i racconti della Ragazza dai capelli strani, che Minimum fax doveva ripubblicare il mese prossimo: «Questo è genio assoluto».
Leggere Wallace voleva dire che tutto il resto poi ti sembrava una pappetta, perché le sue descrizioni, i dialoghi, i personaggi, le storie erano al tempo stesso follemente originali e normali. Ci ritrovavi tutto: lo sguardo stupito, curioso, angosciato su questo presente folle che avevi anche tu, sulle dipendenze, la televisione, il potere, i punk, gli omosessuali, l’amore. Solo che lui sapeva raccontare storie e descrivere personaggi come nessuno. David Foster Wallace era uno di noi, classe 1962. Aveva avuto un successo pazzesco, anche se non era tipo da classifiche, ma continuava ad andarsene in giro con l’aria da Lebowski, la bandana annodata sui capelli lunghi e la faccia facciosa da nerd americano. Aveva scelto di insegnare in una piccola facoltà in California, niente di prestigioso, pur di starsene per i fatti suoi con sua moglie e la sua scrittura. La sua ultima raccolta di romanzi brevi, Oblio, aveva quattro anni.
Quando si uccide uno scrittore, uno scrittore unico come David Foster Wallace, il mondo trema. Primo Levi, Cesare Pavese, Ernest Hemingway, Sylvia Plath, Virginia Woolf, Mishima… tutti grandi. Ma David era diverso. Era uno che ci provava, che non indulgeva nella sofferenza, nell’eccesso, nell’assolutismo, uno che sapeva scrivere ma sapeva anche ridere. «Era un cazzone come me», ha detto il mio amico Bobo, sul punto di piangere. Se uno come David Foster Wallace si ammazza, come faremo noialtri ad andare avanti?
Forse ha scoperto che era malato, e non ha voluto soffrire. È l’unica spiegazione che posso accettare. Accidenti, David.

di Daria Bignardi da Vanity Fair n° 38/2008

 

Lettera a un bambino mai nato. Oriana Fallaci.

settembre 8, 2008 1 commento

La solitudine dei numeri primi. Pagine d’autore.

agosto 13, 2008 6 commenti

C’è un “CONTAGIO” e siamo tutti in pericolo. Daria Bignardi#4

agosto 11, 2008 Lascia un commento

Questa settimana Daria Bgnardi, sempre dalle pagine di Vanity Fair, da un consiglio per le letture estive, estate che ormai è quasi al termine:”Il Contagio” di Walter Siti.

Intanto l’intervista sulle righe di Paola Barale, prossima alla Talpa, e il suo fidanzato Raz Degan. Buona visione…

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C’è un Contagio e siamo tutti in pericolo

È il libro dell’anno. E aiuta a capire un’estate di droga, di stupri, di morte

C’è un libro che non riesco a togliermi dalla testa. L’ho letto da mesi ormai, ma è il libro dell’anno, secondo me, e non ha avuto il successo che meritava. Molti hanno scritto, anche su questo giornale, che è un libro bellissimo, ma continuo a non vederlo tra le mani delle ragazze giovani e vecchie sedute al sole su un prato, sulla sabbia o sulle rocce, quest’estate.
Le ragazze sono le uniche persone che leggono, ma hanno tutte nella borsa La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Un bel libro. Ma Il contagio è un libro eccezionale. Forse non è un libro da donne, forse non è un libro da vacanze, eppure è un romanzo che toglie il fiato. Il contagio di Walter Siti ti fa capire, anche se non hai mai provato la cocaina in vita tua, perché in un’isola greca una sera d’estate quattro buttafuori uccidono a sprangate un giovane australiano; perché un barista in Spagna ammazza all’alba una ragazza che non ci sta; perché una notte un gruppo di studenti fiorentini in branco ne violentano un’altra. Droga. Esaltazione. Assenza di emozioni normali. Sballo.
Sto esagerando, lo so. E criminalizzando. La violenza c’è sempre stata, e anche la droga. Ma mai così, temo. Mai così di massa, mai così scontata, mai così ovunque. Mai così radicata tra i giovani come un’abitudine, un divertimento imprescindibile. Essere fuori di testa è diventato un appuntamento normale. E la droga vuol dire indifferenza, disperazione, assenza di sogni e di futuro.
Nel Contagio ci sono i giovani di borgata, che non sono più quelli di Pasolini, ben conosciuti e studiati dal professor Siti che dei Meridiani di Pasolini è il curatore. Oggi nelle borgate raccontate da Walter Siti, che le ha frequentate molto intimamente, si va in palestra, si guida la Mercedes classe A, ci si veste firmato. I soldi si fanno con i traffici di droga, con le marchette, con pasticci vari ma in qualche modo si trovano. E tutto sembra normale: si è disperati senza saperlo.

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Gomorra di Roberto Saviano arriva in tv!

aprile 22, 2008 Lascia un commento

Venerdì, 25 Aprile alle 23.40 circa, per il progetto Palcoscenico di Rai2 arriva in televisione lo spettacolo teatrale di Ivan Castiglione e Mario Gelardi, tratto dall’omonimo best-seller, Gomorra,  Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, di Roberto Saviano.

Le riprese dello spettacolo sono tratte dalla messa in scena a Napoli, nel Ridotto del Teatro Mercadante. Inoltre la prima parte dello spettacolo sarà costituita da un monologo recitato dal protagonista Ivan Castiglione, che ripropone un discorso-denuncia che lo stesso scrittore da un palco pronunciò, ormai indelebile nella memoria, un discorso che si concluse con la frase, che ritroveremo nello spettacolo: 

Non valete niente e ve ne dovete andare. 

Quella di Rai2 è da ritenersi una grande iniziativa, non solo perché ristituisce il teatro alla televisione, ma perché un simil spettacolo diventa cassa di risonza di un grave problema come quello della Camorra e possibilità di denuncia.

3 minuti tratti dallo spettacolo…