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Università. Se anche Napolitano è preoccupato come noi studenti!

I tormenti nelle università italiane si fanno sentire un po’ ovunque, non c’è amico contattato, sparso in un qualsiasi posto dell’Italia, che non lamenti ritardi nell’inizio delle lezioni, sospensioni di alcuni corsi e scioperi che continuino a bloccare il normale svolgimento dell’anno accademico. Se la protesta nei confronti della scuola, dell’università e della ricerca non ha mai smesso di tingersi delle idee e delle ideologie politiche, questi mesi però sembrano che non si possa fare a meno di manifestare il disagio ormai tangibile dell’istruzione pubblica, che difficilmente potrà essere dissimulato con barzellette per quanto è palesemente evidente!

Se fino a qualche anno fa il degrado dell’istruzione pubblica risultava evidente, gli ingranaggi del sistema scuola comuque continuavano a funzionare per un costante lavorio di unzione degli stessi con continue ma misere risorse che permettevano al sistema di non slatare, e di non dimostrare la sua struttura obsoleta ed inaddeguata. Ma ora l’olio è finito e gli ingranaggi hanno cominciato a stridere in maniera terribile coprendo le false sirene che oscuravano la verità, una verità che strizza sempre più l’occhio al privato affondando il diritto pubblico alla conoscenza che ci rende liberi. Scorrendo le cronache pare evidente come la tanto vituperata riforma Gelmini nei suoi intenti trovasse anche un riscontro bi-partisan che cercava di ridefinire le risorse seppur ridimensionandole, ma ancora una volta il veto di Tremonti ha bloccato tutto, perché in un momento così difficile trovare del denaro da investire è molto difficile, ancora più l’istruzione si inabissa nelle priorità di uno Stato se chi ci governa ritiene che non si viva di cultura, ma di paneeppure nel resto d’Europa tutti gli Stati hanno deciso di ripartire proprio dall’Istruzione e dalla ricerca per affrontare la crisi…e sono ripartiti mentre noi restiamo inermi!

Trovare parole rassicuranti provenienti da bocche sincere pare ormai impossibile, anche il presidente Napolitano durante il saluto alla cerimoniadei 2oo anni della Scuola Normale di Pisa ha così descritto la situazione…

«Conto sul vostro sentimento di responsabilità al di là di ogni momento di comprensibile frustrazione…Senza interferire nelle discussioni e nelle decisioni che hanno luogo al governo e in Parlamento», ha aggiunto Napolitano, «sento il dovere di riaffermare il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma con i fatti, alla ricerca e all’alta formazione e dunque all’università.
Sono qui oggi ben consapevole che le tensioni sociali e politiche proprie di una fase complessa e critica dell’economia e della vita pubblica stanno attraversando l’Italia e l’Europa e hanno investito il sistema universitario e le sue problematiche per rivendicare mezzi finanziari adeguati a partire dai prossimi mesi…Aprirsi a misure di rigorosa razionalizzazione e qualificazione nell’impiego delle risorse con tutto quello che ciò comporta dal punto di vista del governo dell’università così da elevarne efficienza e rendimento».

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  1. ottobre 19, 2010 alle 1:13 am

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