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Melissa P. è di nuovo scalpore con le Gioie del Sesso a TRE

Diciamoci la verità, parlare di sesso è ancora molto ardita come scelta in Italia, dove si respira ancora l’aria puritana del Cattolicesimo, seppure la realtà nascosta che emerge sui giornali ci parla di escort, club per scambisti e trans nei monolocali romani.

Quando si parla di Sesso e Letteratura subito si pensa a Melissa P. specialmente se a leggerne sono la generazione dei novanta, Melissa, ora ospite fissa di Victor Victoria su La7, dopo averci raccontato attraverso un’autobiografia verosimile la scoperta della sessualità con Cento Colpi di Spazzola prima di andare a letto che ha vendutto ben tre mila copie, dopo L’odore del Tuo respiro e in Nome dell’amore, torna con Tre, pronta sdoganare un altro tabù…l’amore a Tre!
Cosi lo raccontano sul sito della Feltrinelli, aspettando i vostri pareri…

Gunther, un poeta geniale che vive vendendo pappagalli. George, un fotografo francese. E Larissa, con una madre invadente e violenta che l’ha convinta a volersi male. Che nessuno mai l’amerà. Un giorno, Larissa, Gunther e George si trovano a letto insieme. E la loro vita cambia per sempre. Ma per Larissa è solo l’inizio del cammino… La relazione a tre fra Larissa, Gunther e George è un accumulatore di energia che li fa vivere consapevolmente a un ritmo frenetico, quasi allucinato. Eppure la trama della vita è piu forte di qualunque esperimento, anche il piu genuino, condotto sul proprio corpo, e quando Larissa si scopre incinta gli equilibri tra i tre cominciano a vacillare… Un viaggio da Roma a Buenos Aires, dove c’è un altro candidato alla paternità, Gaetano, fa decantare la situazione. È Larissa che alla fine conduce il gioco, Larissa e il suo cammino verso una maternità che l’affranca dalla condizione di figlia e la porta a scegliere, con Gunther, la sfida di una relazione “normale”. Un romanzo vissuto con allegria e dolore sulle strade, sulle navi, nelle stanze, nei bar di mezzo mondo, in una fitta trama di incontri e dialoghi dove pulsa il ritmo della vita.

 

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  1. novembre 26, 2010 alle 10:30 am

    Il libro l’ho letto tutto d’un fiato e ne ho fatto anche una bella recensione (nel senso che il testo l’ho letto sul serio prima di scrivere). E’ un po’ una fiaba surreale, in cui personalmente non potrei mai riconoscermi o proiettarmi, L’unico vero punto debole del romanzo è l’inesistente sviluppo del personaggio femminile, presentato subito come famosissima poetessa ma di cui per cento pagine non si legge nemmeno un verso o non si vede traccia di performance poetica. A farne un film , sceglierei Werner Herzog o Wim Wenders insieme.

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