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C’è un “CONTAGIO” e siamo tutti in pericolo. Daria Bignardi#4

Questa settimana Daria Bgnardi, sempre dalle pagine di Vanity Fair, da un consiglio per le letture estive, estate che ormai è quasi al termine:”Il Contagio” di Walter Siti.

Intanto l’intervista sulle righe di Paola Barale, prossima alla Talpa, e il suo fidanzato Raz Degan. Buona visione…

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C’è un Contagio e siamo tutti in pericolo

È il libro dell’anno. E aiuta a capire un’estate di droga, di stupri, di morte

C’è un libro che non riesco a togliermi dalla testa. L’ho letto da mesi ormai, ma è il libro dell’anno, secondo me, e non ha avuto il successo che meritava. Molti hanno scritto, anche su questo giornale, che è un libro bellissimo, ma continuo a non vederlo tra le mani delle ragazze giovani e vecchie sedute al sole su un prato, sulla sabbia o sulle rocce, quest’estate.
Le ragazze sono le uniche persone che leggono, ma hanno tutte nella borsa La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Un bel libro. Ma Il contagio è un libro eccezionale. Forse non è un libro da donne, forse non è un libro da vacanze, eppure è un romanzo che toglie il fiato. Il contagio di Walter Siti ti fa capire, anche se non hai mai provato la cocaina in vita tua, perché in un’isola greca una sera d’estate quattro buttafuori uccidono a sprangate un giovane australiano; perché un barista in Spagna ammazza all’alba una ragazza che non ci sta; perché una notte un gruppo di studenti fiorentini in branco ne violentano un’altra. Droga. Esaltazione. Assenza di emozioni normali. Sballo.
Sto esagerando, lo so. E criminalizzando. La violenza c’è sempre stata, e anche la droga. Ma mai così, temo. Mai così di massa, mai così scontata, mai così ovunque. Mai così radicata tra i giovani come un’abitudine, un divertimento imprescindibile. Essere fuori di testa è diventato un appuntamento normale. E la droga vuol dire indifferenza, disperazione, assenza di sogni e di futuro.
Nel Contagio ci sono i giovani di borgata, che non sono più quelli di Pasolini, ben conosciuti e studiati dal professor Siti che dei Meridiani di Pasolini è il curatore. Oggi nelle borgate raccontate da Walter Siti, che le ha frequentate molto intimamente, si va in palestra, si guida la Mercedes classe A, ci si veste firmato. I soldi si fanno con i traffici di droga, con le marchette, con pasticci vari ma in qualche modo si trovano. E tutto sembra normale: si è disperati senza saperlo.

 Non si ha un futuro, ma non lo si vuole nemmeno avere: anche sognare è troppo impegnativo. Meglio sballare, insieme, subito, qui, stasera. Meglio se in due. Bene anche in tre, in cinque, in dieci. Meglio se tutti maschi. Le coppie che tirano insieme si rovinano in fretta. Ci sono molte coppie nel Contagio, e molti uomini e donne che si amano. Ma non sono capaci di proteggersi dalla disperazione che li circonda e si spaccano, si perdono, si dividono.
Nessuno aiuta nessuno: si sopravvive, giorno per giorno. Si finisce male uno alla volta, senza stupirsene. Marcello è un campione di body building, voleva fare il modello e l’attore, ma ha smesso presto di provarci e ora fa marchette. Bruno è un ultras pazzo, un picchiatore: Flaminia lo amava davvero ma è riuscito a distruggere anche lei. E l’intellettuale di sinistra colta e nevrotica che a un certo punto sta con Mauro non fa miglior figura: lei non si droga, ma è quasi peggio degli altri. Nessun futuro, nessuna consolazione per nessuno. Solo droga, sesso, denaro, solitudine, ignoranza.
Questa è la Gomorra di Walter Siti, un mondo che le nostre vite tranquille magari non sfiorano nemmeno, ma è là fuori, pronto a investirci in macchina, a prenderci a pugni per strada, a brancare i nostri figli. Perché il contagio ci riguarda.
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