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La guerra al Rom è appena incominciata!

Nessuno può affermare che il ruolo dei media nel creare e pilotare l’opinione pubblica sia imperante. Prima ci hanno fatto credere che le madri italiane sono tutte delle assassine, poi hanno fatto credere che la rivolta dei monaci in Birmania fosse soltanto un contenzioso all’uscita da una discoteca e hanno sottaciuto tante altre verità, mentre sappiamo persino la biancheria intima che usava portare Chiara Poggi oppure Meredith, per non parlare del piccolo Samuele che non riesce ancora a trovar pace. Quindi clamori, luoghi comuni, faide e linciaggi sono il prodotto di un accanimemento mediatico da parte dei media che sull’onda dello stupore macinano contatti e soldi.

Ultimamente ci fanno credere che tutti gli immigrati dell’est (rumeni  in primis) e i rom sono il nuovo problema da debellare nelle nostre città e nel meccanismo contorto che è l’animo umano tali informazioni diventano incitazioni a fare incetta di stranieri: la caccia al rom.

Voglio, prima di continuare, dire che io ritengo il problema dell’immigrazione, un problema che stando alla condizione attuale del Paese l’Italia non può permettersi in termini di accoglienza socio-economica e che quindi tale fenomeno debba essere arginato; ma da qui a dire che tutti i rom sono dei deliquenti, espressioni del male ne passa.

L’ultimo caso, quello della ragazza accusata di aver tentato il rapimento di una bambina ha influito negativamente su una condizione già molto precaria e i risultati non si sono fatti attendere, infatti, a Napoli sono partite una serie di iniziative di vendetta…”La guerra al rom è appena cominciata e si contano già un accoltellato, un po’ di ceffoni dati al disgraziato (romeno) di passaggio, un motocarro bruciato e un paio di tentativi di assalto ad altrettante baracche. Nel rione Ponticelli è rivolta, un crescendo di tensione e caccia all’uomo che non promette niente di buono e che va tutto in una direzione: contro i sei campi nomadi tirati su fra spazzatura e traffico, sotto il raccordo dell’autostrada o dietro un rudere industriale.” …questo lo scenario partenopeo, ormai stanco, vorrei richiamare al buon senso dei cittadini e dei media che spesso dimenticano il loro grosso potere!

  1. maggio 13, 2008 alle 3:59 pm

    ormai la gente è convinta che se uno vive in una baracca allora è cattivo, violenta le donne, ruba i bambini.
    nessuno riesce a pensare per un attimo che se uno vive in una baracca il male lo sta subendo lui?

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