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Alemanno vince a Roma. Il Pd ne esce devastato.

Nemmeno la peggiore delle ipotesi, sulla base dei tanti sondaggi, avrebbe fatto presagire una situazione politica come quella odierna. Di giorno in giorno, si seguivano le voci di un Pd in continua crescità, fino all’ultimo con gli exit-pool si attribuiva alle elezioni una serrata lotta fino all’ultimo voto, invece le prime proiezioni hanno rimescolato le carte favorendo, come poi è accaduto, il Pdl con il suo leader Silvio Berlusconi. Tanti i punti di distacco sia al Senato che alla Camera, è doveroso ricordare che un ruolo fondamentale è stato giocato dalla Lega, presenza importantante nelle ultime elezioni, mentre per una Lega che cresce c’è stato il collasso della Sinistra Arcobaleno che non è riuscita ad arrivare nemmeno al 4%, soglia di sbarramento.

Abbiamo detto grande distacco, infatti Berlusconi con l’intero consenso della sua coalizione riuscirebbe a governare nel modo più autonomo possibile, ma già scorrendo le prime pagine dei giornali, i toni con la Lega Nord, conosciuta per le sue idee spesso estreme, sono risultati molto aspri. Il colpo di grazia per il Pd e i veltroniani si è avuto solo lunedì però, quando Walter è stato sconfitto proprio in casa, la sua roccaforte, i romani lo hanno destituito dal ruolo di “Console” per dare il potere al nemico.

Intanto, sempre più intorno alla sua figura, si sta creando un vuoto…

Intanto, sempre più intorno alla sua figura, si sta creando un vuoto: i primi sono stati i rappresentanti della Sinistra Arcobaleno ad accusare Walter della disfatta della sinistra, ora anche il Pd pare non riconoscere più nella sua figura, un leader capace. Gettare le colpe su un uomo che ha avuto il coraggio di addossarsi un incarico simile dopo che la Sinistra era uscita distrutta da un governo di compromessi, lo trovo un atteggiamento ipocrita. Veltroni è piombato sulla scena politica quando tutto era stato raso al suolo, quando tutti non erano più in grado di costruire qualcosa; spinto sulla scena per improvvisare…una bella improvvisazione, ma dalla difficile comprensione. Finalmente, una campagna politica dai toni poco accesi, coerente, una campagna delle identità, non delle orge e delle ammucchiate dei tutti con tutti. Leali le voci che hanno avuto il coraggio di gridare da sole, pur scavandosi la fossa. Una campagna quella del Pd, forse fin troppo taciuta, strana per le orecchie degli italiani sempre più allietati dal caos e dal rumore, una campagna elegante…da vero gentleman.

Ipocrisia, questo il volto  che rimane di una sinistra distrutta…Alemanno saluta “da romano”, Berlusconi al potere e gli Italiani che sperano. Spero, italiano, che ogni uomo politico capisca il grave periodo che il nostro paese sta attraversando e che non è più il momento dello scherzare, abbiate cura degl’Italiani.

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