xfactormaionchimorganventurafrancescoPer chi pensava che ormai i tre giudici più amati d’Italia fossero inseparabili deve necessariamente ricredersi, perché Simona Ventura ha deciso di non partecipare alla prossima edizione di XFactor per i troppi impegni tra lavoro e famiglia e così scatta il toto-nome per chi sarà la sostituta o i sostituti. Per i corridoi di Rai2 gira voce di una edizione all’inglese con ben quattro giudici e il conseguente sdoppiamento della categoria 16-24 in due categorie una per ogni sesso.

Passiamo ai nomi fin’ora proposti…
strizzando l’occhio alla televisione c’è sulla lista Lorella Cuccarini, donna che si è sempre mossa tra spettacolo e musica, il nuovo volto di Rai2, Daria Bignardi (proposta alquanto irreale) per poi passare alle giovani leve sempre di Rai2, Paola Maugeri e Lucilla Agosti, oppure la coppia più radica-chic della tv nostrana Victoria Cabello e Ambra Angioini. L’idea di un ulteriore musicista è quasi improbabile vista la presenza di Morgan, tanto è che molti si auspicano un approdo dalle radio, i papabili sono l’ormai famosa opinionista Anna Pettinelli oppure la presenza massiccia di Platinette, io invece spererei in una partecipazione o di Dj Albertino o Linus, mentre è più probabile la possibile candidatura di Savino. Non mancano le autocandidature come quella di Vladimir Luxuria che si è detta pronta e felice all’avventura musicale, come non mancao le markette, l’ultima quella di Gerry Scotti al Chiambretti Night, il quale ha proposto Ilaria D’Amico.

Sicuramente la riposta giungerà a breve perché i provini incombono e voi chi vorreste come giudice?

Enrico-Bertolino-gTorna l’appuntamento settimanale con l’Era Glaciale, il talk condotto da Daria Bignardi…sempre alle 22.50 circa su Rai2.

Passiamo a gli ospiti…

  1. Emma Bonino,vicepresidente del senato e candidata  alle prossime elezioni con la lista Bonino – Pannella,
  2. Terence Hill, l’attore e regista italiano,
  3. Giacobbe Fragomeni campione del mondo di pugilato nei pesi massimi leggeri,
  4. Enrico Bertolino, comico e conduttore televisivo .

Buona Visione!

era glaciale bignardiDopo una settimana di polemiche legate alla mancata messa in onda dellintervista a Beatrice Borromeo e al vinettista Vauro, la Bignardi torna con il suo programma…l’appuntamento come sempre su Rai2 alle 22.50 circa!

Passiamo a gli ospiti…

  1. l’On. Denis Verdini, coordinatore nazionale del Popolo della Libertà;
  2. Simona Ventura,
  3. Mario Moretti Polegato, fondatore della Geox,
  4. Federica Pellegrini, nuotatrice e detentrice del record mondiale dei 200 mt stile libero.

Come sempre, piatto ricco mi ci ficco!!!

Venerdì 1° maggio, alle ore 22.50, va in onda il settimo appuntamento con L’Era Glaciale, il programma di Daria Bignardi.

Gli ospiti della puntata sono: il leader dell’UDC Pier Ferdinando Casini,  il calciatore Rino Gattuso, centrocampista del Milan e della Nazionale, la giovane conduttrice Lucilla Agosti   e l’attore Alessio Boni.

L’Era Glaciale è un programma di Daria Bignardi, la scenografia è di Francesca Montinaro, la regia di Fabio Calvi. La produzione è di Endemol Italia.

Ritorna l’appuntamento con L’Era Glaciale, il programma condotto da Daria Bignardi su Rai2…dove batte la musica, skerzo!

erri-de-lucaQuesta sera, Daria entrerà nelle nostre case con qualche minuto di anticipo, segnate l’appuntamento è alle 23,20. Passiamo alla presentazione degli ospiti…

  • Erri De Luca, scrittore dalla vita travagliata, recentemente in libreria con Il giorno prima della felicità. Non perdetevi quest’intervista, la scorsa su La7 fu veramente molto intensa! 
  • Luigi De Magistris, pm italiano balzato alle cronache per le vicende legate al caso Why not che vedeva tra gli altri indagati anche l’ex-guardasigilli Mastella. Ora si candida alle Europee con L’Italia dei Valori.
  • Marco Confortola, noto alpinista italiano. Il 1 agosto 2008 raggiunge la vetta del K2 ma, a causa del crollo di un saracco sul collo di bottiglia, è costretto a bivaccare una notte in una buca a 8300m con Gerard McDonnell. Muoiono 11 alpinisti, lui però riesce a scendere al campo 4 e successivamente con l’aiuto di altri alpinisti raggiunge il campo base.Ricoverato per i congelamenti riportati, è stato sottoposto all’amputazione di tutte le dita dei piedi.
  • Emanuele Filiberto, dai regali natali, da qualche settimana detentore della coppa di Ballando con le stelle e candidato alle Europee con il Pdl.

Questa sera ci sarà il secondo appuntamento con Daria Bignardi su Rai2 alle margaret-mazzantini23.40 circa. Come da tradizione, ricordate le anticipazioni su le Invasioni Barbariche, i quattro ospiti della serata:

  • Debora Serracchiani,_esponente del PD, più volte giornalista sul L’Unità e sul giornale spagnolo El Pais;
  • Stefania Rocca, famosa attrice, recentemente in tv con il telefilm Tutti pazzi per amore;
  • Margaret Mazzantini, scrittrice nonché moglie di Sergio Castellitto. Autrice del best-seller Non ti muovere, mentre l’ultimo suo libro è Venuto al mondo;
  • Aldo Biscardi, conduttore del Processo più famoso al calcio, attraversato dallo scandalo Calciopoli è tornato in auge grazie a Quelli che il calcio dove è ospite fisso!

Una bella puntata…

Ritornano dopo cinque mesi di vacanze, Daria Bignardi e le sue Invasioni barbariche, per consumare ques’ultima stagione del programma di La7, giacché dalla primavera Daria Bignardi passerà a Rai2 con un nuovo programma, quindi come sempre ecco qui il sommario della puntata…

Le tre interviste sono ha…

  • Eugenio Scalfari, giornalista, scrittore e fondatore de “La Repubblica”;
  • Ciro Petrone e Marco Macor, protagonisti del film Gomorra;
  • Vincenzo Salemme, regista e attore attualmente nelle sale con il suo nuovo film.

Alle Invasioni tornano i due spazi dedicati al talk:Nella prima puntata si parlerà di Scuola e Giovani con il film francese “La Classe”, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, che esce oggi in Italia: in studio lo scrittore e magistrato Giancarlo De Cataldo e il nuovo astro dell’hip hop, Marracash. Il secondo talk si occuperà invece dell’ossessione per la sicurezza con i conduttori radiofonici di “Caterpillar” Massimo Cirri e Filippo Solibello, lo scrittore Diego De Silva, l’attore comico Franco Neri e la giornalista di Taiwan Chang Yafang.

Ritorna l’appuntamento con la Rubrica barbarica, questa settimana Daria Bignardi scrive un’accorata riflessione sulla scomparsa dello scrittore David Foster Wallace, suicidatosi la scorsa settimana.
Per rimanere nel clima di grandi nomi contemporanei, l’intervista a un grande regista contemporaneo, Julian Schanabel, che con il suo ultimo film ” Lo scafandro e la farfalla” è riuscito ad offrire dei nuovi punti di riflessione sulla tematica della malattia e che ha fatto vincere a Schanabel il premio di miglior regista lo scorso anno a Cannes (2007).

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mercoledì, 17 settembre 2008

Se uno così si uccide noi come faremo?

Dopo il suicidio di David Foster Wallace, ci resta una domanda. Senza risposta

Quando domenica pomeriggio ho saputo che David Foster Wallace era stato trovato impiccato a casa sua, in California, mi sono sentita come se fosse morto il più brillante dei  miei amici, il più lucido, geniale, il più simpatico, bravo, spiritoso, il più talentuoso e divertente: quello dal quale mai e poi mai avrei potuto aspettarmi niente del genere. Mi sono sentita persa. Ho telefonato al mio compagno di banco del liceo che il giorno prima avevo rivisto a Ferrara: avevamo parlato dei film di Venezia, dei nostri vecchi compagni che non vediamo da trent’anni, del diario di Jacovitti del 1976 con sopra scritte le canzoni di De Gregori e De André.
Non era un caso se io e Bobo eravamo stati così amici: avevamo gli stessi gusti, anche se lui era molto più raffinato di me, che sul diario ricopiavo anche qualche canzone di Cocciante mentre lui già ascoltava i Pink Floyd e Peter Hammill. Non avevamo parlato di libri, ma quando ho letto su Internet di Wallace l’ho chiamato subito, senza sapere se avesse mai letto qualcosa di suo: mi ha risposto sconvolto che aveva saputo e che non riusciva a pensare ad altro. Che dopo aver finito di leggere Infinite Jest, il capolavoro di 1.400 pagine di David Foster Wallace, si era sentito perso perché avrebbe voluto non finisse mai. Io avevo pensato la stessa cosa leggendo i racconti della Ragazza dai capelli strani, che Minimum fax doveva ripubblicare il mese prossimo: «Questo è genio assoluto».
Leggere Wallace voleva dire che tutto il resto poi ti sembrava una pappetta, perché le sue descrizioni, i dialoghi, i personaggi, le storie erano al tempo stesso follemente originali e normali. Ci ritrovavi tutto: lo sguardo stupito, curioso, angosciato su questo presente folle che avevi anche tu, sulle dipendenze, la televisione, il potere, i punk, gli omosessuali, l’amore. Solo che lui sapeva raccontare storie e descrivere personaggi come nessuno. David Foster Wallace era uno di noi, classe 1962. Aveva avuto un successo pazzesco, anche se non era tipo da classifiche, ma continuava ad andarsene in giro con l’aria da Lebowski, la bandana annodata sui capelli lunghi e la faccia facciosa da nerd americano. Aveva scelto di insegnare in una piccola facoltà in California, niente di prestigioso, pur di starsene per i fatti suoi con sua moglie e la sua scrittura. La sua ultima raccolta di romanzi brevi, Oblio, aveva quattro anni.
Quando si uccide uno scrittore, uno scrittore unico come David Foster Wallace, il mondo trema. Primo Levi, Cesare Pavese, Ernest Hemingway, Sylvia Plath, Virginia Woolf, Mishima… tutti grandi. Ma David era diverso. Era uno che ci provava, che non indulgeva nella sofferenza, nell’eccesso, nell’assolutismo, uno che sapeva scrivere ma sapeva anche ridere. «Era un cazzone come me», ha detto il mio amico Bobo, sul punto di piangere. Se uno come David Foster Wallace si ammazza, come faremo noialtri ad andare avanti?
Forse ha scoperto che era malato, e non ha voluto soffrire. È l’unica spiegazione che posso accettare. Accidenti, David.

di Daria Bignardi da Vanity Fair n° 38/2008

 

Oggi Daria Bignardi parla di condizione femminile e la pubblicità; quindi, noi abbiamo deciso di accompagnare a questo articolo la prima intervista della scorsa stagione ( Le invasioni barbariche tornano il 3 ottobre alle 21.10 su La7), ma non per questo ma perché la protagonista è proprio una donna che sicuramente non si sarà schierata con le suffragette e non avrà partecipato attivamente alla vita politica di questo Paese, ma è sempre stata lì…un passo dietro il marito, il grillo parlante di un grande statista (dipende dai punti di vista): Donna Assunta Almirante. 

mercoledì, 10 settembre 2008

Se lo spot è sessista forse è tempo di cambiare

Dopo il voto al parlamento europeo, una domanda: di chi è la colpa se continua a cucinare lei?

Ci sono cose di cui discutiamo da così tanto tempo che non ci facciamo neanche più caso: la critica ai modelli proposti dalla pubblicità, ad esempio, ormai è vecchia quasi quanto la pubblicità.
Ve lo ricordate il Canto Brasileiro di Lucio Battisti ? «Io non ti voglio più vedere intanto che cucini gli spaghetti… mentre un imbecille entrando dalla porta grida un evviva con la bocca aperta… Col dentifricio pure trasparente dove ti fanno dire che illumina la mente e mentre indossi un super super super reggiseno per casalinga tutta veleno… Ti fanno alimentare l’ignoranza fingendo di servirsi della scienza». Era il 1973. E al liceo, nel 1980, la professoressa di storia dell’arte ci faceva fare i collage con le pubblicità che usavano stereotipi femminili sessisti: casalinghe, donne oggetto, cose del genere.
Trent’anni dopo, non è cambiato niente. Se non che allora queste riflessioni potevano passare per moraliste e noiose, mentre ora appare come un dato di fatto che la pubblicità mantenga lo status quo, plasmando irrimediabilmente l’immaginario di bambini, adolescenti e adulti in maniera conservatrice e reazionaria.
Se allo zoo di Roma, una domenica mattina, si incontrano più donne in tacchi alti che in discoteca; se ogni sera a casa è la mamma che continua a preparare la cena anche se magari è appena tornata dal lavoro, è anche perché la pubblicità ha imposto i suoi modelli.
Che ci piaccia o no, che ci sembri più o meno un ragionamento trombone, così stanno le cose. Le donne, ci insegna la pubblicità, devono essere prima di tutto belle, magre e sexy. Allo stesso tempo, se hanno una famiglia, devono diventare esperte pulitrici di bagni, cucine, bucati e pavimenti. E assidue cuoche. Da qui non si scappa, femminismo o no. Più di Simone de Beauvoir poté Svelto, l’amico per i piatti.
L’etica e il ruolo della pubblicità sarebbero da rifondare da zero (tanto quanto quelli del giornalismo e della televisione, se è per quello) e la consapevolezza che ormai ce lo diciamo da trent’anni non è di grandissimo aiuto, anzi. Così mi sono chiesta se stavolta succederà qualcosa, leggendo che con 504 sì, 110 no e 22 astensioni, il Parlamento europeo il 3 settembre ha approvato una relazione che condanna la pubblicità in cui si esaltano o si approvano le discriminazioni tra i sessi, in cui si inciti alla violenza sulle donne o si propongano modelle anoressiche. «La figura della donna», raccomanda il Parlamento, «deve essere proposta e utilizzata con responsabilità e coscienza nei messaggi promozionali… Casi di bulimia nervosa e/o anoressia sono in deciso aumento tra ragazzi e, ovviamente, la percentuale più alta è tra le ragazze. In aumento anche i casi di violenza sessuale tra giovanissimi che crescono con l’immagine di donne oggetto. La pubblicità che quotidianamente accompagna ogni attività della vita comune diventa quindi un’arma pericolosa per la sua potenziale qualità discriminatoria e sessista».
La mia professoressa lo diceva già ventotto anni fa. Lucio Battisti, trentacinque.

Questa settimana Daria Bignardi parla, dalle pagine di Vanity Fair, di scuola: argomento molto discusso negli ultimi giorni grazie alle proposte del nuovo ministro Mariastella Gelmini e maggiormente perché, anche se noi ragazzi stentiamo a crederlo, essa rappresenta la vera possibilità di formazione della società futura.

Inoltre questa settimana ha avuto inizio il campionato di calcio e quindi mai più opportuna sarebbe l’intervista a Luciano Moggi, una delle più divertenti: la Bignardi lo ha bastonato definendolo persino un mafioso…da non perdere!

Buona visione…

mercoledì, 03 settembre 2008

La scuola secondo me: stipendi doppi agli insegnanti

E poi laurea obbligatoria, e seri corsi di formazione: una risposta alla riforma del ministro Gelmini

Il ministro Mariastella Gelmini ha gioco facile con noi nati negli anni Sessanta. Uè, Mariastèlla: ci parla di rimettere il grembiule, di tornare ai voti al posto dei giudizi, di ripristinare la bocciatura per cattiva condotta, di iniziare la scuola dopo la metà di settembre, e noi figli di Carosello siamo tutti contenti perché ci sembra di tornar bambini. Si figuri che in prima elementare io scrivevo ancora col pennino e l’inchiostro. E avevo tutti dieci, tranne in ginnastica.
Il mio fantastico maestro Eros Benetti, acceso socialista, portava in classe il televisore il giorno dell’elezione del presidente della Repubblica. E ci fumava in faccia un pacchetto di Nazionali senza filtro al giorno. Quando diceva a qualcuno che «era stupido come l’oca del falegname, che stava in Po e andava a casa a bere», nessuno si offendeva. Il maestro non si discuteva, come oggi solo la squadra del cuore: era figo e basta, nonostante la pelata, il doppiomento e le lenti spesse come fondi di bottiglia.
Però non basta tornare indietro per andare avanti. Non basterà rispolverare le tabelline e imparare Il sabato del villaggio a memoria per risolvere i problemi della scuola, che sono drammaticamente urgenti. La proposta del maestro unico fa suonare un campanello d’allarme, anzi una sirena. Non è che il grembiulino serve a coprire una realtà inaccettabile di gravi tagli alla scuola?
Io voglio credere alla sua buona fede, e pazienza per la sua professoressa siciliana che si è risentita: lei non voleva discriminare quando ha parlato di insegnanti del Nord e del Sud, ma solo segnalare situazioni critiche, vero? Da tempo ho fatto il fioretto di non credere alle dietrologie: ma la posta in gioco, se parliamo di scuola, è troppo alta. La scuola è la vita e il futuro. Non si possono accettare pastrocchi sulla testa dei nostri figli, tanto per citare il presidente che tanto la stima. Se lei è determinata come dicono, cerchi di trovare il modo di aiutarla davvero, questa scuola massacrata dalle riforme cretine e soprattutto dalla mancanza di investimenti e di visione.
La scuola non è più il luogo dove si apprende, ma un enorme parcheggio dove succede qualsiasi cosa. Qualche eroico insegnante preparato e motivato ancora resiste, e bisognerebbe dargli la medaglia come alle Olimpiadi, altro che bacchettarlo e licenziarlo. Visto che in Italia in fatto di scuola da decenni il primo che passa dice la sua, le butto lì anch’io un paio di cose che potrebbe fare, signora ministro.

(continua…)

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