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Archivio per la categoria ‘Società’

Università. Se anche Napolitano è preoccupato come noi studenti!

ottobre 18, 2010 1 commento

I tormenti nelle università italiane si fanno sentire un po’ ovunque, non c’è amico contattato, sparso in un qualsiasi posto dell’Italia, che non lamenti ritardi nell’inizio delle lezioni, sospensioni di alcuni corsi e scioperi che continuino a bloccare il normale svolgimento dell’anno accademico. Se la protesta nei confronti della scuola, dell’università e della ricerca non ha mai smesso di tingersi delle idee e delle ideologie politiche, questi mesi però sembrano che non si possa fare a meno di manifestare il disagio ormai tangibile dell’istruzione pubblica, che difficilmente potrà essere dissimulato con barzellette per quanto è palesemente evidente!

Se fino a qualche anno fa il degrado dell’istruzione pubblica risultava evidente, gli ingranaggi del sistema scuola comuque continuavano a funzionare per un costante lavorio di unzione degli stessi con continue ma misere risorse che permettevano al sistema di non slatare, e di non dimostrare la sua struttura obsoleta ed inaddeguata. Ma ora l’olio è finito e gli ingranaggi hanno cominciato a stridere in maniera terribile coprendo le false sirene che oscuravano la verità, una verità che strizza sempre più l’occhio al privato affondando il diritto pubblico alla conoscenza che ci rende liberi. Scorrendo le cronache pare evidente come la tanto vituperata riforma Gelmini nei suoi intenti trovasse anche un riscontro bi-partisan che cercava di ridefinire le risorse seppur ridimensionandole, ma ancora una volta il veto di Tremonti ha bloccato tutto, perché in un momento così difficile trovare del denaro da investire è molto difficile, ancora più l’istruzione si inabissa nelle priorità di uno Stato se chi ci governa ritiene che non si viva di cultura, ma di paneeppure nel resto d’Europa tutti gli Stati hanno deciso di ripartire proprio dall’Istruzione e dalla ricerca per affrontare la crisi…e sono ripartiti mentre noi restiamo inermi!

Trovare parole rassicuranti provenienti da bocche sincere pare ormai impossibile, anche il presidente Napolitano durante il saluto alla cerimoniadei 2oo anni della Scuola Normale di Pisa ha così descritto la situazione…

«Conto sul vostro sentimento di responsabilità al di là di ogni momento di comprensibile frustrazione…Senza interferire nelle discussioni e nelle decisioni che hanno luogo al governo e in Parlamento», ha aggiunto Napolitano, «sento il dovere di riaffermare il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma con i fatti, alla ricerca e all’alta formazione e dunque all’università.
Sono qui oggi ben consapevole che le tensioni sociali e politiche proprie di una fase complessa e critica dell’economia e della vita pubblica stanno attraversando l’Italia e l’Europa e hanno investito il sistema universitario e le sue problematiche per rivendicare mezzi finanziari adeguati a partire dai prossimi mesi…Aprirsi a misure di rigorosa razionalizzazione e qualificazione nell’impiego delle risorse con tutto quello che ciò comporta dal punto di vista del governo dell’università così da elevarne efficienza e rendimento».

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Bamboccioni #1 Brunetta vs Celli: I ragazzi fuoricasa a 18 anni!

gennaio 18, 2010 1 commento

Devo dire che Renato spesso ci regala qualche perla di saggezza, così dopo i fannulloni arrivano i bamboccioni; per i poco informati, il ministro Brunetta ha proposto l’idea di una legge che preveda per i ragazzi arrivati a 18 anni, l’abbandono del proprio tetto famigliare per poter iniziare ad incamminarsi in maniera autonoma nella società.

Non scherzo! Ha proprio detto 18 anni, più o meno durante il quarto anno di scuola superiore noi tutti dovremmo far fagotto e andare a vivere lontani da casa; dove poi, sotto un ponte o in un campo rom? Questo dovrebbe dircelo lui, tutto questo ovviamente dovendo abbandonare gli studi, perché studiare ormai è una spesa non poco onerosa e quindi tutti a lavoro, magari qualche lavoro in cui se riescono a sfruttarti è meglio perché se ad un laureato lo pagano poche centinaia di euro al mese, figuriamoci per un ragazzo nemmeno diplomato. Io direi di non prolungare la polemica, forse che il Ministro Brunetta ancora una volta ha perso l’occasione per rimanere in silenzio

In un altro stato dove un ragazzo potesse vivere in maniera autonoma già dai 18 anni, io stesso non stenterei ad andare a vivere da solo, ma purtroppo l’Italia non è un Paese per giovani come spesso si dice.

E così salta subito alla mente la famosa lettera che qualche settimana fa ha fatto molto scalpore, mi riferisco alla lettera di Pierluigi Celli dalle colonne de La Repubblica, nella quale il rettore della Luiss si augurava che il figlio dopo la laurea trovasse il coraggio per lasciare il Bel Paese per le terre straniere a suo dire più fortunate.
I commenti sono stati tanti è piuttosto divisi, qualcuno ha detto che è la cosa migliore scegliere di andar via; molti altri ragazzi hanno invece risposto con la necessità di restare per cercare di cambiare le cose, oppure dopo esperienze estere, hanno testimoniato una non vivida differenza tra il nostro Paese e un qualsiasi altro.

E voi cosa ne pensate…l’Italia è un paese per giovani?

Eluana e una non-scelta!Per la libertà!

febbraio 6, 2009 Lascia un commento

eluana-englaroQuesto post diviene in primo luogo la necessità di prendersi  un po’ più sul serio, cioé, la volontà di riflettere su ciò che accade al di fuori del tubo catodico, che tanto ci piace ma che non è la realtà; e in un periodo come il nostro non si può chiudere lo sguardo alla realtà!

Ha monopolizzato la cronaca, tante prefiche a compiangerne la sua imminente morte, fin troppo rimandata o fin troppo sparlata, che, se cosciente, sarebbe lei a mettere la parola fine. Contro le prefiche si innalzano le urla ammonitrici dei più progressisti, delle frange che non ci stanno ad essere dominati da una dottrina che disconoscono- quella cattolica- o da un Dio che non professano. Così quel corpo inerme è divenuto il santino delle idee di ciascuno, arma di una lotta che in definitiva avrà sicuramente un vinto e un vincitore, ma entrambi sicuramente dimentichi del punto di partenza della questione, una donna che da 17 anni vive in funzione di una macchina, di cui ne è divenuta parte stessa. Considerate se questa è una donna?

Chi scrive ha sempre difeso la libertà di scegliere,e pur credendo in Dio, la vita può anche divenir così orrenda da tirarsene fuori decidendo che quello che si stia vivendo non sia più la nostra vita; ben mi sta un Welby che dichiara la sua volontà di morire e non ci sia nessun policante, nessun opinionista, nessun Papa e nessun Dio che lo blocchi, come, infatti, nessuno blocca colui che preme il grilletto con la canna della pistola che scava la tempia, oppure la lama che incide la vena; lui non dovrebbe avere la possibilità di uccidersi solo perché non può farlo: è ingiusto!

piergiorgio_welbyNe parlavo ieri con mio padre e le certezze sono ad un certo punto crollate: Welby aveva detto espressamente ancora istanti prima di morire: IO VOGLIO MORIRE! Eluana NO!. Chi può decidere quindi se sia giusto o meno fermare la somministrazione di cibo?  Nessun policante, nessun opinionista, nessun Papa e nessun Dio -coloro che hanno la presunzione di parlare con Dio-, quindi smettetela con le tante trasmissioni dai tanti opinionisti di così scarso valore, smettetela di sproloquiare sulla vita altrui, basta pregare al di fuori dell’Ospedale, non imponete il vostro sentire. Lasciate a quella ragazza l’onore della morte, la possibilità di andar via nel silenzio, e piuttosto scavate nelle vostre coscienze. Io ho scavato e ho scoperto che nemmeno un padre può avere il diritto di scegliere della vita o della morte dei propri figli, che non sia un Conte Ugolino moderno. Chi può scegliere? Per me nessuno…

Questa vicenda rappresenta l’errore delle istituzioni! Che sentano adesso l’esigenza di formulare uno straccio di legge che tuteli la libertà di decidere della propria vita o, ancor più difficile, della propria morte. Che nessuno decida della vita altrui, ancor più che nessuno limiti la libertà altrui, anche quando questa sia circuita dall’impossibilità di scegliere per sè!

La ricetta giusta per migliorare la razza.

agosto 21, 2008 Lascia un commento

La questione che ha accesso il governo, la Chiesa e la testata “Famiglia Cristiana” è solo l’ultimo sintomo di ciò che si sta palesando sempre più in Italia: il farsi avanti di una fazione “popolare” (con l’accezione più negativa che il termine possa avere) con idee fortemente integraliste, che si possa chiamare neo-fascismo oppure modernizzato, lascio scegliere a voi come; difatti termini come “razza” e “normalità”, sembrano sempre più sdoganati, in modo preoccupante.

Sveglia, non proprio a prima mattina, spesso mi capita di seguire le battute iniziali di “Cominciamo bene estate” ( lo so forse è un po’ da vecchi ma…). Oggi si parla di matrimoni misti; credo sinceramente che spesso l’amore non sia li ad ardere tra un anziano signore e una giovane badante, ma non generalizzo (l’assurdo non è sempre impossibile), quindi è ovvio che molto sia mosso dagli interessi e poco altro dai sentimenti. Ma come si possono decifrare i sentimenti di noi uomini? Di italiani furbi c’è ne sono ( basti pensare a tutti gli evasori), come ci saranno furbi albanesi, rumeni e di tutti i paesi del mondo, ma questa voglia di generalizzare mi irrita, come se tutti gli Italiani fossero portatori sani di illegalità, mentre il resto del mondo (in particolar modo Est-Europa, Balcani e Africa) fossero vasi di Pandora, fucine di tutti i mali.

Noi, qui in Italia abbiamo leggi, costumi e tradizioni che è  giusto che siano preservati, senza dimenticare però il rispetto per chi crede diversamente da noi, è giusto che l’immigrazione sia controllatta e possibilmente arginata come fenomeno, ma tutto nel rispetto dei diritti e doveri verso la dignità dell’uomo che esula da quasiasi vincolo nazionale, perché riconosciuti universalmente.

Gli attacchi ai campi rom, un intera campagna politica attivata contro il rumeno=delinquente stanno ad indicare che qualcosa non va, oggi poi si è toccatto il fondo, nella trasmissione di Mirabella: il sindaco di Caravaggio ha concluso dopo aver vietato granparte delle unioni miste, “La nostra non è  una forma di razzismo, anzi noi saremmo anche contenti per le unioni miste perché ne migliorerebbero la razza“… commenti ulteriori non ci sono…del resto perché no, potremmo avere qualche chance in più alle olimpiadi 2012 con qualche goccia di sangue africano nel DNA italiano, (vedrai che salti, vedrai che corse), non è vero sig. Giuseppe Prevedini.

Il terzo incomodo tra noi e i nostri uomini. Daria Bignardi#2

luglio 25, 2008 Lascia un commento

Questa settimana, in vista del Congresso del Partito Comunista che domani eleggerà il suo nuovo rappresentante, ho scelto l’intervista Barbarica a uno dei due candidati, Nichi Vendola, Presidente della regione Puglia.

Segue il commento, tratto dalle pagine di Vanity Fair, sul nuovo oggetto del desiderio l’I-Phone!

mercoledì, 23 luglio 2008

Il terzo incomodo tra noi e i nostri uomini

È l’iPhone, il nuovo oggetto del desiderio, che i maschi non lasciano mai. Nemmeno di notte

“Prendete un uomo tra i 15 e i 45 anni e portatelo in una stanza dove da un lato siede una ragazza bellissima e sull’altro lato c’è un iPhone appoggiato su un tavolo. Potete scommetterci che novantanove su cento dei maschi in questione si precipiteranno sull’iPhone come naufraghi riarsi su una fontana di acqua fresca, e cominceranno a gingillarcisi con un sorriso beato che escluderà totalmente la ragazza dalla loro visuale. Probabilmente non ricorderanno mai d’averla intravista, tale sarà l’emozione di aver messo finalmente le mani sul vero oggetto del loro desiderio più urgente: il nuovo iPhone trionfalmente arrivato dagli States.

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No Cav Day in Piazza Navona (Dichiarazioni di Marco Travaglio, Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Camilleri e Di Pietro). Tutti i video.

luglio 9, 2008 Lascia un commento

Una veloce carrellata di tutti gli interventi di ieri, 08 Luglio 2008, in Piazza Navona in occasione del No Cav Day organizzato dall’Idl di Di Pietro, senza il supporto del Pd contro l’emmendamento salva premier-salva processi, la proposta di legge sulle intercetazioni e il Lodo Alfano. Evito i commenti che proporrò in un altro post, però in una vera democrazia tutto ciò non dovrebbe succedere!

  • Marco Travaglio, giornalista…
  • Sabina Guzzanti, attrice-comico…

 

  • Andrea Camilleri, scrittore…
  • Moni Ovadia, attore, cantante, autore italiano di origine ebraica…
  • Beppe Grillo, comico…

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Stasera Italia-Francia, fateci sognare ancora!

giugno 17, 2008 Lascia un commento

Due anni fa sotto il caldo estivo appena iniziato, fummo sommersi dalla mega-indagine di Woodcook (non ricordo bene come si scriva) di Vallettopoli che chiari una volta per tutte le caratteristiche che dovesse avere una donna per sfondare in tv: una buona prestanza fisica, esempio Lady Briatore. Poi arrivarono le intercettazioni di Calciopoli e noi Juventini ne uscimmo devastati, intercettazioni che gettarono un senso di profondo senso di sfiducia sul mondo del calcio, ma non di solo questo vissero le pagine dei giornali, conosciamo tutti la routine italiana, non delle più felici.

Ma poi iniziarono i mondiali e tutto passò in secondo piano, le intercettazione si “disintercettarono” poiché tutte le frequenze furono occupate dal catartico ” Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…l’Italia chiamo!” facendo recuperare in tutti noi quello spirito nazionalistico che in gran parte avevano relegato in qualche angolo del proprio cuore, ormai dimenticato da molti. Poi gli azzurri ci regalarono la Coppa, la vittoria, e così tra urla, petardi, canti iniziarono a sgorgare lacrime dalla ghiandola lacrimale del fiero Italiano…e nulla più esisteva, solo l’essere CAMPIONI DEL MONDO.

L’Estate finì e quell’ardor recuperato con i primi freddi autunnali andò a riassopirsi per poi completamente morire soffocato sotto la spazzatura, spento dalle tante lacrime versate dai parenti delle morti bianche e dalle folate di vento esalate dalle bocche di certi politicanti mestatori.

Per tutto ciò, ragazzi, questa sera fate di tutto per vincere questa sfida…abbiamo bisogno di sognare ancora…e di gioire ancora per l’essere italiani, non ci resta che affidarci al calcio!

Sesso: sempre più piccoli e sempre meno protetti.

giugno 9, 2008 1 commento

Arriva dalle pagine del Corriere.it una notizia che la dice lunga sull’ignoranza dei ragazzi circa l’educazione sessuale. Senza fare tanto i maestri, è chiaro che da un rapporto sessuale non protetto si può incorrere in una gravidanza non voluta e in una serie di malattie sessualmente trasmissibili.

Per la grande risonanza mediatica della prima, pare che i ragazzi abbiano preso le dovute precauzioni trascurando il problema relativo alle malattie sessualmente trasmisssibili: da una ricerca è venuto fuori che la maggior parte delle ragazze assumono la “pillola del giorno dopo” decidendo con il proprio ragazzo di far a meno del preservativo, tutto ciò ha fatto impennare malattie come il papilloma e la clamidia.

Questo l’articolo…

si trascura ancora di più il preservativo

Boom pillola del giorno dopo tra under 20

È il contraccettivo di prima scelta. E così alcune infezioni sessualmente trasmesse sono decuplicate

ROMA - La maggioranza delle donne che prendono la pillola del giorno dopo sono under 20 (il 55 per cento), contro il 45 per cento che riguarda tutte le altre fasce d’età (cioè dai 20 ai 50 anni). A conferma che la pillola è divenuta ormai il contraccettivo di scelta per le giovanissime, lasciate sole (come peraltro i «colleghi maschi») da genitori e scuola sul fronte dell’educazione e della prevenzione. Sono i dati diffusi dalla sessuologa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia al San Raffaele di Milano, intervenuta al convegno «Politiche per un contrasto all’interruzione volontaria di gravidanza nelle donne a rischio», promosso dai ginecologi di Aogoi e Sigo. Se la pillola, come ha ricordato il presidente Sigo Giorgio Vittori, sta conoscendo un vero boom, con un aumento del 59 per cento delle vendite dall’immissione in commercio a oggi e un più 23 per cento in un solo anno, dal 2006 al 2007 (220 mila contro 270 mila) si deve dunque soprattutto alle giovanissime, che «la considerano un contraccettivo comune – sottolinea la Graziottin – dimenticando che un rapporto protetto è tale se protegge non solo dai figli indesiderati, ma anche dalle malattie».

PAPILLOMA E CLAMIDIA DECUPLICATI - Invece «vedo aumentare pericolosamente il numero di malattie sessualmente trasmissibli tra le giovanissime, dal papilloma alla Chlamydia, cresciuta da a 10 volte negli ultimi 10 anni, ormai una patologia endemica tra under 20». A questo contribuisce «il drammatico errore storico di aver parlato di contraccezione soprattutto alle femmine in questi anni, trascurando i maschi. A cui bisogna dire con forza che non mettersi il preservativo non è “fico”, è solo scemo, si mette a rischio la salute propria e della partner». A latitare sono soprattutto i genitori: «Solo il 40 per cento delle madri parla di contraccezione con le figlie, ma la qualità del dialogo è molto bassa». Tanto che le giovani parlano di sesso soprattutto con le amiche (il 63,8 per cento), pochissimo con la mamma e niente (proprio così, zero per cento) con il ginecologo, che rischia così di ridursi a mero dispensatore di pillole senza un ruolo forte di supporto e di informazione.

GENITORI DA BOCCIARE - I genitori, secondo la Graziottin, sono insomma «da bocciare in tronco: appena il 5 per cento di loro sa se la figlia under 15 ha rapporti sessuali a rischio, una categoria che invece ormai riguarda ben il 38 per cento delle giovanissime. E solo il 47 per cento dei genitori ritiene il preservativo sicuro (il 52 per cento si fida della pillola), dati molto inferiori alla reale efficacia dei due metodi contraccettivi. E la scuola non è da meno: «Lì o non si parla di contraccezione o se ne parla male, inculcando pregiudizi sulla pillola (fa venire il cancro, fa aumentare di peso) che rovinano anni di messaggi positivi».

09 giugno 2008

L’uccisione di Michele Orsi e l’ipocrisia di Chiaiano.

giugno 1, 2008 2 commenti

Mentre scrivo si sta svolgendo a pochi chilometri di distanza il corteo di Chiaiano organizzato contro l’innesto di nuove discariche sul territorio napoletano. Inoltre, scrivo quest articolo a distanza di un ora circa dalla diffusione della notizia della morte di Michele Orsi, pentito, ucciso dopo aver fatto delle dichiarazioni circa il “sistema” e i suoi legami con il traffico della spazzatura, lo stesso traffico che ha sapientemente raccontato Roberto Saviano nel suo libro, “Gomorra”, quel Saviano che tornato da Cannes, elogiato dalla critica, ora si trova sfrattato dal suo paese natale, perché lo ha descritto nella sua crudezza, cercando di poter smuovere qualcosa…illudendosi di poter smuovere qualcosa.

Sono d’accordo con chi non vuole una discarica sottocasa – è vero anche che comunque da qualche parte devono essere pur collocate-, sono d’accordo con chi dice che dietro il problema dei rifiuti ci sono state inadempienze politiche – dico anche che tutti conosciamo la situazione non facile napoletana, tutti dovrebbero sapere che per essere sindaco di Napoli bisogna avere due palle come Saturno e Giove, che si lasciata la possibilità di poter amministare a chi ha veramente le capacità per farlo-, sono concorde con chi si sente escluso, non ascoltato, vittima sacrificale.

Ma è veramente giusto prendersela solo con la politica, con le forze di polizia che vogliono garantire soltanto un po’ d’ordine? O per caso c’è un potere più forte, che fa più comodo non citare che, invece, è sporco e puzza di immondizia più di tutta la politica messa insieme- non che questo voglia dire che in parlamento si respiri solo Chanel n°5-?

Napoli non vuole fare i conti con la Camorra, più di quanto non vogliano farli Palermo o Reggio, Napoli si ostina a non voler vedere, a chiudere gli occhi e forse è anche un bene tutta questa spazzatura per le strade perché la citta del sole senza di essa potrebbe palesarsi più sporca di quella che è.

A Chiaiano scendete in piazza armati di cartelloni anti-camorra e portate in mano invece della Costituzione o della Bibbia, Gomorra…il libro di quel vero napoletano che ha tanto amato Napoli da scrivere un libro nella speranza che qualcosa potesse cambiare…qualcosa è cambiato, tranne che a Napoli.

Non fate della marcia su Chiaiano, la marcia dell’ipocrisia!

Anime e speranze: questo portano gli stranieri.

maggio 22, 2008 1 commento
mercoledì, 21 maggio 2008

Anime e speranze: questo portano gli stranieri

Anche il radicalismo xenofobo si ferma davanti alle badanti. E il senso di colpa non c’entra

Un mio antico amico di Alessandria d’Egitto, malato di diabete, fascinoso avventuriero, vent’anni fa prevedeva per sé una vecchiaia in sedia a rotelle, spinto da una silenziosa ragazza somala, come un personaggio di Corto Maltese. Si chiamava Paolo Tilche, è morto prima di diventare vecchio, ma quell’immagine mi torna in mente ogni volta che incontro, e accade spesso, una ragazza o un ragazzo straniero che accompagnano una persona molto anziana. La loro è un’immagine bellissima. A volte sono seduti su una panchina del parco, altre volte al tavolino di un bar, più spesso stanno facendo pochi passi appena fuori dal portone di casa. Parlano. L’anziano è molto affaticato. Il giovane paziente e rispettoso. Camminano molto piano.
Michele Serra domenica scorsa su Repubblica proponeva di costruire un «monumento alla badante», e suggeriva: «Pensiamolo bello potente, bello retorico, una ragazza china su un vecchio e sulla sua solitudine, qualcosa che possa far esitare anche il naziskin pronto a violarla con la sua tanica nera, anche il politico offuscato che stia per firmare un ordine di rimpatrio».
Anche questo linguaggio non è privo di retorica, ma a me la retorica piace. Con mia madre scherzavamo su quando lei avrebbe avuto bisogno di una badante, io la prendevo in giro e le dicevo che il momento stava per arrivare e lei fingeva di arrabbiarsi. Poi ha deciso, come sempre, di andarsene prima di dovermi dare ragione.
L’immagine della persona anziana insieme allo straniero è commovente per tanti motivi, il meno importante dei quali deve essere il fatto che la persona che sta aiutando l’anziano non siamo noi.
È commovente perché entrano in contatto due culture antiche, spesso più vicine di quanto non s’immagini. L’anziano è saggio e anche lo straniero lo è: la condizione di persona lontana dal suo Paese e dalla famiglia lo porta a dare più importanza di quanto facciamo noi a ciò che veramente conta. L’anziano è fragile e lo è lo straniero, che ha pochi mezzi e tutele. Hanno tanto da raccontarsi: spesso entrambi hanno famiglie lontane e vite avventurose (ogni anziana vita lo è) da raccontarsi.
Giustamente Serra riflette sul fatto che «lo scorcio d’epoca lo ha fatto diventare (il badante)… il simbolo buono della nuova marea migrante, e per ciò stesso il solo, solido argomento che fa esitare il radicalismo xenofobo, che costringe a ragionare gli impauriti, che aiuta a mitigare i provvedimenti più drastici». Ha ragione, e ben venga questo simbolo se serve a ricordarci quanto abbiamo bisogno degli stranieri, ma non solo come badanti, colf, baby-sitter, operai, contadini, addetti alle pulizie e fattorini. Abbiamo bisogno delle loro anime fresche e delle loro speranze.
Non deve essere il senso di colpa per quello che non abbiamo più tempo e voglia di fare a farci rispettare gli stranieri che vivono tra noi. Non torneremo a fare le pulizie di casa o andare a prendere i bambini a scuola se abbiamo un lavoro che preferiamo o dobbiamo fare. Le cose cambiano. E l’arrivo di persone di razze diverse dalla nostra potrebbe essere un cambiamento molto interessante, se solo lo sapessimo gestire.

di Daria Bignardi, tratto da bignardi.style.it
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