Editoriale 1: L’Ultima parola sul caso Morgan!

Questo post è una summa della settimana mediatica che si sta concludendo contraddistinta dal caso Morgan, tutto sommato un artista di discutibile qualità ( c’è a chi piace e a chi no) che ha rivelato di far uso di droga come antidepressivo. La questione si è sviluppata intorno alla portata mediatica che tale rivelazione potesse avere sui ragazzi: premettendo che i ragazzi non sono tutti dei deficienti del tipo, se Morgan si fa di cocaina, i suoi fan iniziano a farsi di cocaina; voglio chiarire che a qualsiasi persona dai 10 anni ai 90 anni se si chiede se la droga faccia bene o male tutti risponderanno che fa molto male e questo lo sanno bene anche i più assidui utilizzatori.
Forse, un Ministro della Gioventù dovrebbe chiedersi le motivazioni di un uso ricorrente delle sostanze stupefacenti di una parte dei giovani, piuttosto che stare lì a dire questo non si fa e questo è male, forse c’è un senso di disorientamento nei ragazzi? Lo sballo è divenuta l’ultima chance per dare sfogo vero a se stessi? In una società che ci vuole tutti belli, ricchi e famosi come si può reggere a tali aspettative? Del resto questo sovrasforzo d’energie “curato” con la cocaina è testimoniato da manager che per reggere a orari assurdi ne fanno uso, ma come loro anche autisti di autobus o camionisti, forse la spiegazione è da ritrovarsi in un mondo ormai non più a misura d’uomo, ma a misura di superuomini che sono ritrovabili solo nei fumetti della Marvel.
Poi c’è la questione alienazione, quando miseria, insoddisfazione, speranze tradite sono annegate nel vizio e poi ci sono gli artisti, Simenon scrivere che il lavoro dello scrittore è un votarsi all’infelicità, Calvino dice “…certo la letteratura non sarebbe mai esistita se una parte degli esseri umani non fosse stata incline a una forte introversione, a una scontentezza per il mondo com’è…”, la stessa scontentezza provata da un giovane operaio costretto a passare ogni sua giornata nello scaricare tranci pesanti quintali di carne, o da un neolaureato costretto a lavorare decine di ore per paghe misere e poi sentirsi anche chiamare Bamboccione!
Un genio sarebbe un genio anche senza drogarsi, penso a Baudelaire, a Kurt Cobain o a qualsiasi altro artista, però, molto probabilmente, non si drogherebbe se non fosse un genio.
Sul fatto che Morgan abbia genialità mi soffermerei un attimo, partecipare a Porta a Porta con la lacrimetta facile per fare mea culpa mediatico non è da genio, ma è da cuccioletti mansueti al ciclone della Videocrazy: un genio sbaglia, si crogiola nella sua grandezza e se ne sbatte degli altri, di Sanremo ( festival della canzonetta italiana), e della tv che ti trascina dentro fino a quando può scucchiare ascolti dalle tue vene per poi sputarti quando il tuo rendimento è zero. Per coloro che indignati hanno chiesto la cacciata di Morgan da Sanremo, io rispondo, per fortuna sei stato eliminato, come dice la Mori ” Morgan, Sanremo non ti merita”.
E ancora una volta attacco la televisione, che non è specchio della realtà ma che invece tende ad imbruttire la realtà. In questi giorni è stato scisso il Morgan genio musicale, quello che avrebbe dovuto calcare il palco del Festival, il lato buono ( Dottor Jeckil) e poi quello cattivo il Morgan che fa apologia della droga( Mr. Hyde), ora pensateci, paradossalmente il Morgan cattivo ha cannibalizzato il Morgan buono, il Morgan cattivo è stato ospite di Vespa, è comparso spesso in tv, facendo, così, la tv l’apologia del Morgan cattivo, mentre il Morgan che ci piace, il Morgan buono e positivo è stato cacciato; cara tv hai dimostrato tanta indignazione per il drogato e poi pur di fare grandi ascolti gli hai allestito un lussuoso banchetto, l’artista che non fa grandi ascolti può essere anche scaricato. IPOCRISIA.

Pare che ormai il programma di Santoro sia alla frutta, la trasmissione Anno Zero è stata colpita nuovamente dal ciclone mediatico-politico tanto da mettere a repentaglio il su stesso futuro. La puntata di Giovedì scorso, quella relativa al terremoto in Aquila e dintorni non è piaciuta a nessuno, ne a destra e ne a sinistra, con tanta di predica dal pulpito romano, se non bastasse.
Questo post diviene in primo luogo la necessità di prendersi un po’ più sul serio, cioé, la volontà di riflettere su ciò che accade al di fuori del tubo catodico, che tanto ci piace ma che non è la realtà; e in un periodo come il nostro non si può chiudere lo sguardo alla realtà!
Ne parlavo ieri con mio padre e le certezze sono ad un certo punto crollate: Welby aveva detto espressamente ancora istanti prima di morire: IO VOGLIO MORIRE! Eluana NO!. Chi può decidere quindi se sia giusto o meno fermare la somministrazione di cibo? Nessun policante, nessun opinionista, nessun Papa e nessun Dio -coloro che hanno la presunzione di parlare con Dio-, quindi smettetela con le tante trasmissioni dai tanti opinionisti di così scarso valore, smettetela di sproloquiare sulla vita altrui, basta pregare al di fuori dell’Ospedale, non imponete il vostro sentire. Lasciate a quella ragazza l’onore della morte, la possibilità di andar via nel silenzio, e piuttosto scavate nelle vostre coscienze. Io ho scavato e ho scoperto che nemmeno un padre può avere il diritto di scegliere della vita o della morte dei propri figli, che non sia un Conte Ugolino moderno. Chi può scegliere? Per me nessuno…





