First Side - L’assassino di Ciccio e Tore
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Le donne, fin da quando si è piccoli sono sempre stati dei misteri, quando i rapporti con loro si fanno più intimi e si scopre la sessualità, è inutile, persino, cercare una soluzione a questo “Cubo di Rubik”.
Uno dei misteri femminili più antichi riguarda l’esistenza del famigerato “Punto G” di cui si può finalmente affermarne l’esistenza. A certificarla è stato Emanuele Angelo Jannini docente di Sessuologia medica all’Università dell’Aquila, il quale è riuscito a fotografare “Ufo della ginecologia” (il Punto G) con un’ ecogografia transvaginale. Il docente afferma che si tratti di un ispessimento della parete che separa la vagina dall’uretra e nella quale confluiscono diverse terminazioni nervose.
L’unico problema è che pare che non tutte le donne ce l’abbiano; infatti la sua presenza è congenita e sulle venti donne considerate durante gli studi, solo 9 raggiungevano un orgasmo vaginale, in attesa di nuove risposte, bisogna accontentarsi dell’ecografia che ne ha certificato la presenza.
Febbraio 23, 2008 at 5:57 pm
Fra i tanti studi e ricerche che vengono condotte attualmente questo a parere mio riveste una particolare importanza. Il proprio piacere in alcuni casi è tanto
più forte quanto ci si rende conto che il partner prova un appagamento maggiore. Esiste inoltre nella sfera dell’intimo in una coppia una tensione reciproca,che riguarda sia la parte puramente fisica che quella della fusione del pensiero. Più è alto questo appagamento più esiste questo miracolo fra due esseri umani. La scoperta del posizionamento del punto G o anche la presa di coscienza della non sua presenza può facilitare questa importante relazione.
Resta a vedere se alla donna interessa realmente questo dato o se per un qualche sbagliato modo di pensare vuole scientemente nascondere questa sua realtà.